Conte: "Il Mes? Valutiamo solo alla fine"

Gli alleati di governo litigano sul Mes. Conte cerca di mediare e invita la maggioranza a "non logorarsi in un dibattito astratto. Se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine"

Conte: "Il Mes? Valutiamo solo alla fine"

"Se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine". Così il presidente del Consiglio ha invitato la maggioranza a "non logorarsi in un dibattito astratto" sulla convenienza del Mes e sulla presenza o meno delle condizionalità per accedervi. Giuseppe Conte, con un lungo messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook, ha chiesto di aspettare per valutare solo il pacchetto completo, dopo il Consiglio europeo del 23 aprile: "Solo allora potremo valutare se questa nuova linea di credito pone condizioni, quali condizioni pone, e solo allora potremo discutere se quel regolamento è conforme al nostro interesse nazionale. E questa discussione dovrà avvenire in modo pubblico e trasparente, dinanzi al Parlamento, al quale spetterà l'ultima parola", ha sottolineato.

Come riporta Repubblica, si tratta di un'apertura ma anche di un modo per rassicurare il Movimento 5 Stelle. I pentastellati sono infatti convinti che esistano condizionalità e vincoli del passato. Su posizioni opposte il Pd. E così gli alleati di governo sono tornati a litigare. Il premier ha quindi cercato di fare da mediatore assicurando che continuerà a battersi in Europa per ottenere gli eurobond, la risposta considerata più soddisfacente e necessaria per affrontare l'emergenza che vive il nostro Paese e tutta l'Europa. Ma senza chiudere del tutto la porta al Mes.

"Ad alcuni miei omologhi che, a fronte di questa emergenza, hanno pensato di affidare al Mes la risposta europea ho replicato: il Mes è un meccanismo inadeguato e anche insufficiente per reagire a questa sfida epocale. Ha un regolamento pensato per shock asimmetrici e per reagire a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi", ha sottolineato aggiungendo che ora "occorre una risposta forte, unitaria, tempestiva. Insieme ad altri 8 Paesi Membri abbiamo lanciato una sfida ambiziosa all'Europa invitandola e introdurre nuovi strumenti per affrontare e superare al più presto questa crisi".

Il dibatto degli ultimi giorni si è concentrato sulle condizionalità. "Alcuni - ha aggiunto Conte - sostengono che esiste il rischio che rimangano le tradizionali condizionalità macroeconomiche, altri ritengono che, pur se non previste nella prima fase, alcune condizionalità potrebbero essere inserite in un secondo tempo, altri ancora prevedono che si arriverà a cancellare tutte le condizionalità ad eccezione del vincolo di destinazione per le spese di cura e di prevenzione del contagio. All'ultima riunione dell'Eurogruppo è stato compiuto un deciso passo avanti perché nel paragrafo corrispondente è richiamata espressamente la sola condizione dell'utilizzo del finanziamento per le spese sanitarie e di prevenzione, dirette e indirette".

Poi ha ammonito: "Discutere e valutare adesso significa logorarsi in un dibattito meramente astratto e schematico. Bisognerà attendere prima di valutare se questa nuova linea di credito sarà collegata a meccanismi e procedure diversi da quelli originari. Se questo nuovo strumento finanziario presenterà caratteristiche effettivamente differenti dal Mes, per come finora utilizzato. Se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine, quando saranno concretamente elaborati il term sheet (contenente le principali caratteristiche del nuovo strumento), i terms of reference (che definiranno termini e condizioni della linea di credito) e, infine, il Financial Facility Agreement, le condizioni di contratto che verranno predisposte per erogare i singoli finanziamenti". Solo al termine di questi passaggi, secondo il premier, si potrà "valutare se questa nuova linea di credito pone condizioni, quali condizioni pone, e solo allora potremo discutere se quel regolamento è conforme al nostro interesse nazionale. E questa discussione dovrà avvenire in modo pubblico e trasparente. Prima di allora potremo disquisire per giorni e settimane, ma inutilmente".

Infine, ha concluso Conte, "parlo da Premier e da avvocato, prima di dire se un finanziamento conviene o meno al mio Paese voglio prima battermi perché non abbia, in linea di principio, condizioni vessatorie di alcun tipo. Dopodiché voglio leggere e studiare con attenzione il regolamento contrattuale che condiziona l'erogazione delle somme. Solo allora mi sentirò sicuro di poter esprimere, agli occhi del Paese, una valutazione compiuta e avveduta".

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