Conte si pavoneggia: "Il M5S è più audace di Macron"

Il leader dei 5 Stelle smentisce simpatie per Marine Le Pen: "Mai avute". Ed esulta per la vittoria di Macron: "Le mie congratulazioni sono state sincere"

Conte si pavoneggia: "Il M5S è più audace di Macron"

Non aveva fornito una risposta chiara in merito tanto da far irritare Lilli Gruber, ma ha impiegato poco tempo per accodarsi ai toni trionfalistici per la vittoria di Emmanuel Macron in Francia: così, a distanza di pochi giorni, Giuseppe Conte si pone dalla parte del vincitore e prende le distanze da Marine Le Pen. L'ex presidente del Consiglio, intervistato a Piazzapulita su La7, ha dichiarato che il Movimento 5 Stelle non ha "nulla a che fare con le politiche" della Le Pen, smentendo di avere una sorta di simpatia lepenista: "Mai avuta".

La classica mossa del leader grillino, che non aveva preso una posizione netta e ora si è lasciato le mani libere per schierarsi al fianco di chi ha portato a casa la vittoria. Motivo per cui si è detto contento per il trionfo di Macron: "Le mie congratulazioni sono state sincere". Ma l'ex premier ha voluto fare una precisazione, aggiungendo che i 5 Stelle sono "molto più audaci in materia di giustizia sociale e transizione energetica" rispetto al partito macroniano En Marche.

Il caso Petrocelli

Sta continuando a tenere banco il caso Vito Petrocelli, con i partiti di maggioranza che non hanno ancora raggiunto l'intesa su come sbrogliare l'impasse: l'intenzione è quella di sostituirlo dalla presidenza della commissione Esteri al Senato, ma non è stato trovato un accordo sul metodo da adottare. Comunque Conte ha assicurato che con le altre forze politiche verranno intraprese "tutte le iniziative, anche quelle dirette e indirette", affinché Petrocelli si dimetta.

Inoltre ha confermato l'espulsione di Petrocelli dal Movimento 5 Stelle dopo aver augurato una buona festa della LiberaZione utilizzando la "Z", che in queste settimane è diventata il simbolo che caratterizza l'invasione della Russia ai danni dell'Ucraina: "Quella roba lì è inaccettabile, vergognosa. Macchiare la nostra festa, il 25 aprile, con quella 'Z', è inaccettabile. Petrocelli è fuori dal M5S".

L'invio di armi a Kiev

Conte è tornato a chiedere al premier Mario Draghi e al ministro della Difesa Lorenzo Guerini di recarsi in Parlamento per favorire un chiarimento "sull'indirizzo politico che l'Italia porta nei tavoli internazionali". Il leader del Movimento 5 Stelle ha riconosciuto che in tempi di guerra non si può difendere la propria terra "a mani nude", ma al tempo stesso ha sottolineato il timore che si vada verso un'escalation militare in grado di complicare ulteriormente una situazione già di per sé allarmante: "Non lo vogliamo".

Il riferimento è al nuovo decreto del governo che potrebbe decidere l'invio di armi pesanti all'Ucraina, così da sostenere la resistenza di Kiev all'operazione militare portata avanti dalla Russia. Conte ha chiesto al governo di garantire nei contesti internazionali "che non vogliamo una escalation militare, quindi armamenti sempre più pesanti". "Il nostro obiettivo è questo o difendere il diritto dell'Ucraina all'integrità territoriale e all'autodeterminazione?", si è chiesto il presidente del M5S. Che già da diverso tempo ha messo in evidenza più di qualche mugugno rispetto alle intenzioni dell'esecutivo sull'invio di armi a Kiev.

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