Da Conte a Taverna e Bonafede: ecco il tribunale che "giudica" Di Maio

Sul tavolo il tema Di Maio e la questione relativa alle posizioni da assumere per quanto concerne il conflitto in Ucraina

Da Conte a Taverna e Bonafede: ecco il tribunale che "giudica" Di Maio

La questione Ucraina e le posizioni da assumere nei confronti di Luigi Di Maio sono al centro del Consiglio nazionale del Movimento CinqueStelle che si riunirà nella serata di oggi.

Il clima teso in casa grillina, esacerbato dai deludenti risultati elettorali e dalle recenti esternazioni del ministro degli Esteri in carica, è evidente da giorni e all'orizzonte pare delinearsi una frattura difficile da ricomporre. I membri del Consiglio nazionale del M5S chiamati a pronunciarsi sui due delicati temi sono, oltre il presidente del partito Giuseppe Conte, i capigruppo di Senato, Camera e Parlamento europeo Mariolina Castellone, Davide Crippa e Tiziana Beghin, i quattro vicepresidenti del Movimento Michele Gubitosa, Mario Turco, Alessandra Todde e Riccardo Ricciardi, il capo della delegazione al governo, il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli. Prenderanno parte al delicato incontro anche il coordinatore del Comitato nazionale progetti Gianluca Perilli, il coordinatore del comitato per la formazione e l'aggiornamento nonchè ex primo cittadino di Torino Chiara Appendino, il coordinatore del Comitato per i rapporti europei e internazionali Fabio Massimo Castaldo e il coordinatore del Comitato per i rapporti territoriali, nonché ex ministro della Giustizia del governo Conte con la Lega, Alfonso Bonafede. Secondo le normative previste dallo statuto del Movimento dovrebbe essere presente anche un rappresentante dei parlamentari pentastellati eletti nelle Circoscrizioni estere.

Lo scontro

"Oggi Di Maio è un ministro della Repubblica perché è espressione della prima forza politica, non perché si chiama Luigi Di Maio", aveva affondato in un'intervista concessa a Fanpage il vicepresidente del Movimento Michele Gubitosa senza troppi giri di parole, "e mi domando quanto al governo rappresenti ancora il M5s, o se stia rappresentando solo sé stesso o qualcun altro". Sollecitando una riflessione interna per comprendere come comportarsi, Gubitosa aveva toccato anche il tema di una probabile scissione da parte di Di Maio, minimizzando tuttavia la portata che un evento del genere avrebbe potuto avere per il partito:"Più semplicemente uscirà dal movimento con alcuni parlamentari perseguendo un interesse personalistico".

La questione ucraina, specie dopo l'affondo del ministro degli Esteri, continua a tenere banco nelle ultime ore."Ritengo inopportuno che una forza politica di maggioranza attacchi, con particolare livore, il suo ministro degli Esteri per posizioni che proprio oggi alcuni esponenti dicono di sostenere", ha infatti spiegato in una nota ufficiale il deputato pentastellato Francesco D'Uva, accusando i suoi di manifesta ambiguità sul tema. "Sono stati gli stessi vertici M5s a dichiarare oggi di essere atlantisti ed europeisti e che il Movimento 5 Stelle non vuole mettere a rischio la collocazione atlantica del nostro Paese", ha proseguito il parlementare grillino, dicendosi per questo motivo stupito per gli attacchi subiti da Di Maio. "Non si possono accettare queste continue ambiguità su un tema delicato come la politica estera", ha aggiunto,"soprattutto se lo si fa per meri fini propagandisti o per questioni legate a equilibri interni al Movimento 5 Stelle".

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