Conte vede Palazzo Chigi. È il prof amico della Boschi

Il giurista indicato da Di Maio favorito per l'incarico Il rapporto con l'ex ministro del governo Renzi

Conte vede Palazzo Chigi. È il prof amico della Boschi

Un Conte per Palazzo Chigi. Il totopremier del governo gialloverde sembra un gioco ristretto al solo nome del giurista Giuseppe Conte. Uscito vincitore, a dar retta ai rumors di giornata, da una specie di roulette russa tra l'uomo che ha bocciato la flat tax, l'economista Andrea Roventini, e quello «amico» della Boschi, Conte appunto.

Sconosciuti al grande pubblico ma non alle élite, i due erano stati reclutati dal M5s che li aveva inseriti, alla vigilia delle elezioni, nella lista del «governo» voluto da Di Maio prima ancora del voto. Il primo era destinato all'Economia, il secondo alla Pubblica amministrazione. E proprio quest'ultimo al momento sarebbe il premier in pectore, con le quotazioni in fortissimo rialzo: il nome portato al Quirinale da Di Maio e Salvini dovrebbe alla fine essere proprio il suo.

Su Roventini, infatti, avrebbe pesato fino al no categorico un problema non da poco. L'economista, che insegna alla scuola superiore Sant'Anna di Pisa, aveva infatti criticato a più riprese la flax tax, cara a Salvini e, seppur corretta e portata a più aliquote, inserita nel «contratto» del governo gialloverde. Evidentemente uno che ha definito «fake tax» la flat tax, dunque, non è apparso la scelta più digeribile per Salvini né il nome «terzo» ideale per guidare l'ipotetico governo tra pentastellati e Carroccio.

A scavalcarlo in dirittura finale è stato quindi il professore, Giuseppe Conte, che tra l'altro è l'uomo che ha guidato la commissione speciale del Consiglio di Stato che si è occupata di destituire il consigliere Francesco Bellomo, il magistrato amministrativo che era finito tra roventi polemiche per i suoi corsi di preparazione all'esame di magistratura che prevedevano dress code e incursioni nella privacy degli studenti e in particolare delle studentesse.

Al di fuori della sua attività da membro dell'organo di autogoverno della giustizia amministrativa, e del suo ruolo nella «defenestrazione» di Bellomo, però, di Conte il grande pubblico sa molto poco. Nato 54 anni fa nel Foggiano, a Volturara Appula, si è laureato alla Sapienza di Roma nel 1988, e dopo aver approfondito i suoi studi all'estero (da Yale a Vienna, da Parigi a Cambridge) e aver insegnato a Roma, Malta e Sassari, adesso è titolare di una cattedra di diritto privato all'Università di Firenze, materia che insegna anche alla Luiss di Roma. Oltre a sedere nel consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, Conte è avvocato cassazionista e si occupa, soprattutto, di diritto civile e commerciale, ed è considerato uno specialista in materia di arbitrati.

Il suo profilo sarebbe gradito tanto ai Cinque Stelle - che appunto l'avevano già «nominato» nel governo-alba - quanto alla Lega. Eppure, come si diceva all'inizio, il professore fiorentino di adozione ha una curiosa medaglia nel curriculum, che non sembra andare d'accordo con le due parti che intendono governare il Paese. Conte, infatti, sarebbe uno stretto amico di Maria Elena Boschi. Proprio lei, l'ex ministro delle Riforme renziana, e poi sottosegretario alla presidenza con Gentiloni, che più volte è stata additata proprio da Carroccio e M5s come regista occulta nel salvataggio delle banche - in particolare per banca Etruria - e nella gran fregatura riservata ai risparmiatori rimasti col cerino in mano. Possibile che il premier del nuovo governo sia proprio un amico dell'«odiatissima» Meb?

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