Controllo anti-Covid, botte ai carabinieri

Gli aggressori sono minorenni. Le forze dell'ordine: almeno 8 al giorno

Controllo anti-Covid, botte ai carabinieri

Calci, pugni e poi bastonate addosso alle auto dei carabinieri e della polizia municipale, intervenuti in piazza Attias, a Livorno, dove un nutrito gruppo di ragazzi, molti dei quali minorenni, si erano assembrati. L'episodio avvenuto l'altro ieri sera nella città labronica, è solo l'ultima goccia di un oceano di aggressioni alle forze dell'ordine, in media otto al giorno. Una situazione preoccupante, descritta dalle parole della comandante dei vigili urbani livornesi Annalisa Martian: «Ci avevano segnalato persone che giocavano a pallone, con musica alta e assembramenti. Quando siamo arrivati in poco tempo siamo stati accerchiati da un centinaio di ragazzini che hanno iniziato a offenderci e ci hanno aggredito, danneggiando anche la nostra vettura. Un gesto che voglio condannare».

Due agenti hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. Il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che parla di «gesto inqualificabile», fino a oggi ha invitato al dialogo coi giovani, in una città già segnata da cori contro le forze dell'ordine durante la movida dello scorso weekend e aggressioni alle divise da parte di migranti positivi al Covid. Non ci stanno il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Diego Petrucci e il coordinatore comunale Andrea Romiti, che parlano di «palese fallimento dell'atteggiamento dialogante del sindaco con giovani violenti e indisciplinati».

Peraltro, nonostante l'invito del premier al rapper Fedez e alla moglie Chiara Ferragni per incentivare i giovani a rispettare il Dpcm, molti di loro l'altra sera non indossavano la mascherina. Segno che i buoni esempi da dare sono altri. Un altro episodio, ieri, anche a Villa Sikania, in località Siculiana, nell'Agrigentino, dove una quarantina di migranti si sono scagliati contro gli agenti. Un poliziotto è rimasto ferito. «Solidarietà alle donne e agli uomini in divisa - scrive il segretario della Lega, Matteo Salvini - messi in pericolo da un'immigrazione senza controllo ancora più inaccettabile per l'emergenza covid. Il governo ha il dovere morale di tutelare le forze dell'ordine».

Un appello che finora è rimasto inascoltato, perché nonostante le poche parole di condanna del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, che parla della necessità di una «collaborazione di tutti», i vertici delle forze dell'ordine continuano a tacere e il governo prosegue con il non prendere le dovute misure in tutela di chi garantisce l'ordine pubblico. Valter Mazzetti, segretario dell'Fsp polizia, in questo è chiarissimo: «Si sta superando quell'argine che c'è tra la tutela di chi deve garantire la sicurezza dei cittadini e il niente. Ci si deve rendere conto che quando ci avranno asfaltati ci sarà solo il Far West. Occorrono misure precise, leggi ad hoc, condanne severe per chi aggredisce le divise. Così non si può andare avanti». Il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, ricorda che solo la scorsa settimana a Roma, in piazza del Popolo, si era tenuta una manifestazione per dire «basta alle aggressioni». Evento totalmente ignorato dal premier Giuseppe Conte e dai suoi ministri, che con la scusa delle misure anti-Covid ignorano altre emergenze importanti.

«Da tempo - chiarisce Paoloni - registriamo una aggressione ogni tre ore circa. La perdita di autorevolezza della divisa deriva da una moltitudine di fattori: in primis dal nutrito partito dell'anti-polizia che non perde occasione per strumentalizzare e additare il nostro agire». La misura è colma, ma a quanto pare l'immobilismo istituzionale continua vergognosamente a dilagare.