Convegno annullato: vince la censura sul global warming

L'Accademia dei Lincei cancella l'incontro: c'erano i negazionisti

Convegno annullato: vince la censura sul global warming

Alla fine ha vinto chi preferisce un dibattito sul clima a senso unico. Anche nella comunità scientifica. Se non si è allineati, in queste settimane in particolare «pro Greta» e tra le fila di chi sostiene che il riscaldamento globale sia colpa dell'uomo, si rischia di essere ghettizzati.

Lo dimostrano le poche righe che annullano il convegno voluto inizialmente dall'Accademia dei Lincei e fissato per il 12 novembre prossimo. «Siamo spiacenti di informarla che il Convegno è stato annullato poiché, a causa di polemiche interne alla comunità nazionale del settore, sono venuti a mancare alcuni contributi essenziali per lo svolgimento del Convegno secondo gli obiettivi dell'Accademia. Ci scusiamo per l'inconveniente», si legge in una lettera firmata «La segreteria del convegno». Una missiva recapitata ai partecipanti, incluso il professor Franco Battaglia, che era tra gli esperti chiamati a prendere parte all'incontro. A far scoppiare il caso proprio la sua presenza tra i relatori, perché il docente di chimica all'Università di Modena è anche uno degli otto promotori e primi firmatari della «Petizione sul Riscaldamento Globale Antropico» che contesta un rapporto di causa-effetto tra le attività umane e il cambiamento climatico.

Il documento ha iniziato a circolare pian piano tra gli scienziati fino a raggiungere 500 firme in tutto il mondo, tra le quali compare anche quella del fisico Antonio Zichichi. Il gruppo di studiosi «dissenzienti» si è anche dato appuntamento a Oslo il 18 e 19 ottobre per discutere dell'argomento, presentando tesi e numeri che non confermano le previsione sul riscaldamento globale fatte dall'Ipcc, l'organismo scientifico dell'Onu in prima linea nel lanciare l'allarme sul «climate change». Un fronte talmente compatto, nonostante le politiche generate dai tanti summit da decenni si stiano dimostrando fallimentari, da silenziare ogni critica.

L'Accademia dei Lincei, presieduta da un fisico di fama come Giorgio Parisi, aveva dunque compiuto un gesto di coraggio dando spazio a voci alternative nel convegno «Il riscaldamento globale: gli interventi di mitigazione». La presenza di Battaglia ha però messo in subbuglio l'ambiente accademico e, dopo la prima defezione, è arrivata la chiamata alle armi attraverso un articolo di «Repubblica», che si lanciava in un attacco al docente, tentando di sminuirne le tesi e l'attendibilità scientifica, nonostante tra i primi firmatari della petizione ci siano altri sette tra geologi e fisici che lavorano in diverse università italiane, a partire da Franco Prodi, ex ricercatore di fisica dell'atmosfera del Cnr, Uberto Crescenti, ex rettore dell'università di Chieti, e Giuliano Panza, esperto di terremoti. Il clamore attirato dal convegno è andato crescendo, tanto da spingere altri scienziati a un passo indietro, forse per timore di essere marchiati come «negazionisti». Senza entrare nel merito delle tesi scientifiche, sorprende che mezzo mondo penda dalle labbra di una volenterosa adolescente, mentre si rifiuti il confronto con docenti universitari tacciandoli di non essere qualificati a parlare.

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