Copasir, truffa su WhatsApp: hackerato il cellulare di Volpi

Il profilo WhatsApp di Raffaele Volpi, presidente del Comitato per la sicurezza della Repubblica, è stato vittima di un attacco hacker

Copasir, truffa su WhatsApp: hackerato il cellulare di Volpi

Anche il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, è finito nella rete dei profili WhatsApp hackerati. Il deputato della Lega, nonché presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, ha denunciato immediatamente il tentativo di truffa alla polizia postale.

Hackerato profilo WhatsApp di Volpi

"Buongiorno, ho comprato da Internet ma la mia carta di credito è scaduta posso usare la tua e ti faccio un bonifico". Questa la proposta - ovviamente fittizia - inoltrata dal profilo WhatsApp di Volpi ai contatti presenti in rubrica. Il tentativo di truffa è avvenuto attraverso una delle applicazioni di messaggistica più utilizzate sugli smartphone e diventata, di recente, strumento preferito dagli hacker. Lo staff del deputato leghista - che gestisce i dossier più delicati della Repubblica - ha però subito precisato: "Non rispondete, è un fake". Il presidente del Copasir ha denunciato subito l’hackeraggio alla polizia postale.

Al momento, non è ancora chiaro se sia trattato di "Sim Swapping" (un tipo di attacco che consente di avere accesso al numero della persona truffata), di compromissione con malware (mediante virus) o di altro genere di truffa.

La denuncia di Copasir

Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha più volte affermato di volerci vedere chiaro sugli attacchi hacker contro siti istituzionali denunciati dal Dis riaccendendo i riflettori sulla spinosissima questione dell’autorità delegata. È opinione del comitato che, in un momento oggettivamente delicato per la sicurezza del Paese, il premier da solo non possa e non riesca a far fronte anche alla supervisione di tutto il comparto dell’intelligence che invece proprio ora richiederebbe la massima operatività di Palazzo Chigi. Per questo motivo, “Nei limiti delle competenze”, il Copasir aveva lanciato ad inizio aprile un segnale chiaro alla presidenza del Consiglio. “Le particolari circostanze in cui versa il Paese vedono il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica quotidianamente attento a tutte le tematiche afferenti alle sue competenze anche attraverso un costante confronto formale ed informale fra i suoi componenti con la comune condivisa missione di contribuire alla sicurezza dell’interesse nazionale è della nostra Italia”, aveva precisato il comitato, annunciando poi il prosieguo di due filoni di indagine. Quello sulla “salvaguardia strategica degli assetti bancari e assicurativi”, già al centro di un ciclo di audizioni interrotto dall’emergenza sanitaria, e quello sulle “eventuali distorsive campagne informative rivolte verso il Paese” da attori esterni.