Coprifuoco alle 24, si tratta. I centri commerciali sperano

Riaperture, oggi la cabina di regia. Regioni in pressing: misure allentate per aiutare il turismo

Coprifuoco alle 24, si tratta. I centri commerciali sperano

È la settimana decisiva per le riaperture. Questa mattina alle 11.30 è prevista la riunione della cabina di regia del governo- presenti il presidente del consiglio Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza - per valutare la possibilità di allentare le misure del decreto del 26 aprile, con il paradosso che Regioni con dati positivi su contagi e ospedalizzazioni rischiano la zona arancione perché hanno l'Rt pericolosamente vicino a 1.

Se i dati della curva epidemiologica lo consentiranno, e l'andamento positivo degli ultimi giorni verrà confermato dal monitoraggio di venerdì, alcuni divieti saranno rivisti, a partire dal coprifuoco, che già dal 17 maggio potrebbe slittare alla mezzanotte. È la battaglia della Lega, ma non è più un tabù neanche per i Cinque Stelle, a patto che le riaperture avvengano con gradualità e in parallelo con l'aumento delle vaccinazioni. Anche perché senza eliminare il divieto di uscire la sera i turisti non sono incentivati a prenotare le vacanze in Italia, preferendo mete come la Spagna e la Grecia dove c'è più libertà. Di pari passo si procede per abolire anche la quarantena: già dal 15 maggio chi arriva nel nostro Paese dagli Stati Ue, dal Regno unito e da Israele, non dovrà più rimanere in isolamento per cinque giorni, dal 15 giugno lo stesso accadrà per tutti quei Paesi con un'alta percentuale di persone vaccinate. Favorevole a rivedere il coprifuoco entro un paio di settimane è anche il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: «Andiamo per gradi, già spostarlo a mezzanotte credo che sia buono, vediamo poi a giugno quello che accadrà, quando avremmo raggiunto 30 milioni di persone vaccinate con la prima dose si potrà fare qualche ulteriore passo in avanti», spiega. Per abolirlo del tutto, insomma, ci vuole tempo. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ritiene che non debba essere «un tabù»: «L'anno scorso abbiamo affrontato scelte più coraggiose e senza il vaccino. Non diamo un bel messaggio se pensiamo al coprifuoco per i turisti». Matteo Salvini si augura che questa sia la settimana di un graduale ritorno alla normalità e che già il prossimo Consiglio dei ministri consenta la riapertura dei centri commerciali nei week-end. I punti vendita, provati dalle chiusure nei fine settimana con perdite che Confesercenti stima del 50-60 per cento del fatturato, oggi protesteranno simbolicamente abbassando le saracinesche per alcuni minuti. Anche Sileri è favorevole alla loro riapertura a stretto giro, ma sarà la cabina di regia a stabilire quando si potrà tornare a fare shopping anche il sabato e la domenica. Forse già dal 22 maggio. All'ordine del giorno della prossima riunione del governo c'è poi la questione dei ristoranti aperti anche al chiuso e quella della consumazione ai banconi del bar. Per ora i clienti possono essere serviti soltanto seduti al tavolo e all'aperto, dal 1° giugno possono riaprire anche i locali che non hanno spazi esterni, ma rimane la questione delle consumazioni in piedi per la quale si studia una modifica che consenta l'ingresso libero nei bar. Il settore del weeding aspetta dalla cabina di regia una data certa per la ripresa delle feste di nozze, che dovrebbero ripartire dal 15 maggio o al più tardi dal 1° luglio. Il 15 maggio è anche la data fissata per la riapertura delle piscine esterne, ma si spinge affinché anche quelle al chiuso possano riprendere l'attività il 1° giugno insieme alle palestre con l'uso contingentato degli spogliatoi.

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