Ora è scontro di fuoco. Governo trema ancora sui fondi per le famiglie

Scontro nel governo per il dl aprile, rinviato a maggio per le tensioni nella maggioranza. Per Il ministro della Famiglia e delle Pari opportunità, Elena Bonetti, i fondi destinati alle famiglie sono insufficienti per un concreto sostegno

Ora è scontro di fuoco. Governo trema ancora sui fondi per le famiglie

Nonostante tutte le rassicurazione, con il passare dei giorni aumentano sempre più le tensioni e gli scontri all’interno del governo. Questa volta a lanciare un affondo è il ministro della Famiglia e delle Pari opportunità, Elena Bonetti, che intervistata da Paolo Liguori nell'approfondimento di Tgcom24 "Fatti e misfatti", ha spiegato che le sue richieste non sono state accolte e così nel prossimo decreto non ci saranno risorse sufficienti per le famiglie.

Un intervento, questo, che potrebbe essere un segnale che sa di resa dei conti nell’esecutivo. La scorsa settimana, il leader di Italia viva Matteo Renzi in Senato aveva lanciato una sorta di ultimatum a Conte affermando che se il premier sceglie il populismo"noi non saremo al suo fianco".

Non va dimenticato che a causa degli scontri nella maggioranza e nel governo, il dl aprile, Il provvedimento con le nuove misure per contrastare l'emergenza economica, è slittato a maggio. "Sul dl aprile siamo in alto mare", avevano spiegato più fonti dell’esecutivo ad Askanews. Il motivo sarebbe legato a diverse prese di posizioni contrastanti. E così il governo ha preso tempo decidendo di spostare le decisioni per cercare un accordo. Ma i ritardi si accumulano uno dietro l'altro, causa Def e mancate intese sui punti nevralgici del provvedimento. Il dl aprile in programma per la vigilia di Pasqua, era già stato spostato alla seconda metà di aprile. E poi ecco il nuovo spostamento, addirittura al mese seguente. Una ennesima prova delle tensioni che crescono tra i partiti che sostengono Conte.

Oggi le pesanti dichiarazioni del ministro Bonetti che assomigliano quasi ad un avvertimento. "Questi mesi hanno messo in evidenza che la vera rete di sicurezza del nostro Paese sono state le famiglie che si son trasformate in luoghi di lavoro, di cultura e di educazione. E hanno dimostrato - ha spiegato l'esponente dell'esecutivo - di poter essere quella rete sociale di tenuta dei legami fondamentali su cui tutto il resto del nostro Paese si costruisce. Però questo ha sottoposto le famiglie a uno stress test molto importante, ha evidenziato disuguaglianza sociali che rischiano di aumentare e quindi è necessario mettere in campo delle azioni ancora più specifiche per sostenere le famiglie e per aiutarle in questa fase di emergenza, per riattivare la progettualità di pensare al domani".

La Bonetti ha aggiunto che sapere "che fra 2-3 mesi si potrà contare su una rete di servizi per l'educazione dei figli e su qualche aiuto economico, perchè la liquidità è stata ridotta in questo lockdown che è stato anche lavorativo. Servono politiche per rispondere alle fatiche di oggi e per riattivare la speranza che altrimenti rischia di degenerare in blocco totale. Con anche il rischio enorme di peggiorare il dato della denatalità che da noi è già devastante".

Su uno stanziamento economico da dedicare alle famiglie, il ministro ha affermato che "alla paura, all'incertezza si può rispondere solamente con politiche familiari che siano stabili e che abbiano una prospettiva e che si declinino in una costante temporale. Il nostro Paese negli anni non ha saputo costruire una proposta forte per le politiche familiari”. Per la Bonetti è fondamentale investire nelle famiglie e “servono politiche multidimensionali e stabili nel tempo, anche in questo momento di emergenza".

A giudizio del ministro c’è un colpevole ritardo nei provvedimenti del governo in quanto "il family act doveva andare al Consiglio dei ministri i giorni in cui è iniziata l'emergenza, era un progetto integrale che voleva mettere al centro le famiglie. Vogliamo famiglie più eque e più bilanciate tra le donne e gli uomini e più ricche”. Il modo per raggiungere questo obiettivo, secondo la Bonetti, serve una maggior liquidità da destinare alle famiglie: “Ecco perchè l'assegno universale per tutti i figli che riconosca i figli come soggetti portatori di diritti e che affermi che ogni bambino è un bene comune di tutti: bisogna partecipare tutti alla sua educazione. In una situazione d'emergenza questi stessi criteri devono essere applicati”. “Io - ha rilevato la titolare della Famiglia e delle Pari opportunità - avevo proposto un assegno per ogni figlio che non è stato accolto dalla maggioranza. Le risorse che saranno stanziate dal prossimo decreto le ritengo del tutto insufficienti per rispondere alle reali esigenze delle famiglie. La mia richiesta non è stata accolta, non sono stati stanziati sufficienti soldi. Avevo chiesto risorse adeguate per i congedi parentali e i voucher baby sitter da estendere però per un maggior utilizzo per i servizi educativi. Credo sia un errore, in questo momento le famiglie italiane necessitano davvero di investimenti".

La Bonetti ha poi osservato che, nonostante le difficoltà, con le poche risorse a disposizione si costruirà una rete di servizi educativi, cioè attività come i centri estivi in aiuto per le famiglie. Il ministro ha aggiunto di essere convinta che "queste risorse sapranno attivare quella comunità educante che non è presente solo nella scuola, ma anche fuori, e che comprende il Terzo settore, le comunità locali, il volontariato, il mondo dello sport".

Quanto alle famiglie che hanno figli disabili, l’esponente del governo ha aggiunto:"Non ho la delega per la disabilità, ma è un tema su cui mi confronto costantemente. L'assenza di contesti educativi, soprattutto nel caso di giovani con problemi fisici e cognitivi, rischia di aumentare la disuguaglianza. La risposta a questa esigenza deve essere coraggiosa. Io da subito avevo chiesto di riattivare servizi educativi per i giovani disabili perchè troppi mesi d'assenza educativi potrebbero nuovamente aprire divari non più colmabili". Per la Bonetti, "l'educazione deve riconoscere le fragilità e i soggetti che vanno maggiormente attenzionati. Avevo già chiesto un sostegno educativo domiciliare ed è importante in questa seconda fase riattivare questi servizi".

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