Coronavirus, il piano del governo: 450 esperti per non decidere

L'esecutivo si affida a un esercito di esperti. I consulenti sono stati inseriti in task force scoordinate e in inutili cabine di regia

Coronavirus, il piano del governo: 450 esperti per non decidere

Il governo giallorosso ha mobilitato un esercito di esperti per accompagnare l'Italia dalla fase 1, quella dell'emergenza acuta, alla fase 2, ovvero alla ''convivenza con il nuovo coronavirus''. In un momento del genere affiancare le scelte politiche al consiglio degli esperti sulla carta è cosa buona e giusta. Il problema, nel nostro caso, è che ci sono almeno due criticità che vanificano tutto quello di buono che suggerirebbe la teoria.

Prima di tutto, da febbraio in poi, l'esecutivo ha mandato in prima linea medici ed epidemiologi vari, affidando a loro la narrazione di quanto sta accadendo in Italia. Morale della favola: la classe politica è stata eclissata, o forse ha scelto di essere eclissata di proposito.

Ma è la seconda criticità a pesare come un macigno. Tornando all'esercito mobilitato dal governo, stiamo parlando di 450 esperti organizzati in task force scoordinate e in inutili cabine di regia. Ai ''saggi'' chiamati da Conte, inoltre, non è stato assegnato un ruolo preciso. Altro che risoluzione dei problemi legati all'epidemia Covid-19: uno scenario simile contribuisce soltanto a paralizzare il processo decisionale.

La citata ''folla di consulenti'' non è inquadrata nella pubblica amministrazione e ha come unico referente chi ha scelto di volerli al proprio fianco: premier e ministri. Il Sole 24 Ore si è chiesto invece se fosse davvero necessario arruolare un esercito così numeroso, anche perché sembrerebbe che le varie task force non riescano a lavorare spalla a spalla.

Task force e gruppi di lavoro

Scendendo nel dettaglio, secondo quanto riportato dal quotidiano La Verità, uno dei primi politici a essersi circondato di esperti è stato Roberto Speranza. Il ministro della Salute si è tutelato con otto esperti provenienti dal mondo sanitario.

La Protezione civile ha insediato il proprio comitato di esperti: 15 consulenti che sono subito entrati a far parte del comitato tecnico scientifico. Francesco Boccia, il ministro per gli Affari regionali, ha nominato 100 esperti, tra pediatri, dirigenti del ministero e responsabili territoriali vari.

Altro giro altra corsa. Il ministero dell'Istruzione si è affidato a una seconda task force dopo quella allestita per l'emergenza: per il dopo emergenza ecco altri 15 esperti. Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, si è tutelato con 35 consiglieri per la liquidità del sistema bancario. Sergio Costa, all'Ambiente, può contare su 9 consulenti; Alfonso Bonafede, alla Giustizia, ha allestito la task force carceri (40 esperti); Paola Pisano, all'Innovazione, si è circondata di 76 tecnici per vigilare sui dati; Elena Bonetti, alla Famiglia e Andrea Martella, sottosegretario all'editoria, hanno invece insediato rispettivamente 13 e 11 membri. E questa è soltanto la punta dell'iceberg, perché la lista continua con i 40 esperti ingaggiati dal commissario Domenico Arcuri.

Una delle ultime new entry è la commissione della riapertura, della quale fa parte l'ex amministratore delegato di Vodafone, Vittorio Colao. Numero totale degli esperti: 20. A loro il compito di decidere se siamo usciti dall'emergenza e possiamo tornare alla normalità.

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