La Corte Suprema boccia la maggior parte dei dazi di Donald Trump, infliggendo un duro colpo al presidente americano. Con sei voti a favore e tre contrari i saggi hanno decretato che il tycoon ha ecceduto i suoi poteri nell'imporre le tariffe sulle importazioni da quasi tutti i paesi del mondo in base all'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa), che dà al comandante in capo l'autorità di affrontare "minacce straordinarie" in caso di un'emergenza nazionale, inclusa quella di "regolare l'importazione di beni esteri".
La norma del 1977 è stata approvata per limitare i poteri presidenziali in materia di sicurezza nazionale dopo i dazi imposti da Richard Nixon per affrontare la crisi della bilancia dei pagamenti in seguito al crollo del sistema monetario di Bretton Woods, e non fa alcun riferimento esplicito alle tariffe, competenza esclusiva del Congresso come le tasse, e per i quali sono state concesse solo alcune deleghe all'inquilino della Casa Bianca. "La sentenza mi ha deluso molto, mi vergogno per alcuni giudici che non hanno avuto il coraggio di fare la cosa giusta per l'America", ha tuonato Trump durante una conferenza stampa. E ha annunciato che firmerà subito "un ordine per imporre dazi globali del 10% in aggiunta a quelli già esistenti" sulla base della Section 122 del Trade Act del 1974, quella che consente l'introduzione di tariffe globali fino al 15% ma per un periodo di soli 150 giorni. Inoltre, quelle decise in base alla Section 232 e alla Section 301 della stessa legge restano in vigore.
"I Paesi che ci truffano sono in estasi, ballano per strada, ma non durerà molto", ha detto ancora, avvertendo che "ci sono metodi e statuti più forti dell'International Emergency Economic Powers Act. Volevo fare il bravo ragazzo ma adesso intraprenderò un'altra strada". La decisione della Corte Suprema è stata redatta dal presidente John Roberts (nominato da George W. Bush nel 2005), e ha visto lui e altri due giudici conservatori - Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett, entrambi nominati da The Donald - unirsi ai liberal "tradendo" il presidente. "Trump rivendica lo straordinario potere di imporre unilateralmente dazi di importo, durata e portata illimitati - ha scritto Roberts - Ma l'amministrazione Usa non fa riferimento ad alcuna norma in cui il Congresso abbia precedentemente affermato che il testo potesse applicarsi ai dazi", pertanto "riteniamo che l'Ieepa non lo autorizzi a imporli". La decisione lascia in vigore le tariffe imposte su acciaio e alluminio utilizzando leggi diverse. Ma ribalta quelle applicate a due categorie: le imposte Paese per Paese o "reciproche", che vanno dal 34% per la Cina a una base del 10% per il resto del mondo. E quelle del 25% su alcuni beni provenienti da Canada, Cina e Messico per la loro incapacità a frenare il flusso di fentanyl.
Dopo la sentenza le aziende che hanno dovuto pagare i dazi potrebbero essere in grado di chiedere un rimborso al dipartimento del Tesoro, e centinaia hanno già intentato causa. "Immagino che ci sarà un contenzioso di anni", ha detto il tycoon. Le Borse europee guadagnano: miglior risultato per Milano (+1,4%), positive anche Parigi (+1,1%) Londra, Francoforte (+0,6%) e Madrid (+0,5%).
"Restiamo in stretto contatto con l'amministrazione Usa per chiarire quali misure intende adottare - ha dichiarato un portavoce della Commissione Ue - Le imprese su entrambe le sponde dell'Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Continuiamo quindi a sostenere tariffe basse e a lavorare per ridurle". Mentre il governo del Canada ha sottolineato che la decisione mostra come i dazi imposti da Trump siano "ingiustificati".