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Crans, la beffa delle fatture ai feriti

Dagli ospedali richieste per le cure fino a 75mila euro. A pagare il sistema sanitario

Crans, la beffa delle fatture ai feriti
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È l'ennesima mossa della Svizzera che fa indignare le famiglie delle vittime e dei feriti di Crans Montana. A cui stanno arrivando le fatture per le cure ricevute dopo il rogo che ha divorato il Constellation e le vite di 41 ragazzi la notte di Capodanno.

Si tratta di richieste di pagamenti per i soccorsi ricevuti all'ospedale di Sion, nelle ore precedenti al ponte aereo che ha portato al centro grandi ustioni del Niguarda di Milano i gravi feriti italiani. Gli importi indicati sono compresi tra i 17 e i 66mila euro. Si tratta di documenti amministrativi che, secondo l'avvocato Domenico Radice, che assiste alcune vittime dell'incendio, sono comunque "inopportuni": "In linea generale riteniamo che le spese debbano essere a carico delle autorità svizzere, anche considerate le presunte responsabilità pubbliche finora emerse, e proprio per questo l'invio delle fatture poteva essere evitato".

Anche se le spese non saranno mai a carico delle famiglie, il papà di un ragazzo ferito, Umberto Marcucci, riporta la rabbia di tutti i genitori dei giovani che stanno ancora lottando per intraprendere un percorso doloroso di guarigione. "Oltre al danno la beffa, per tutti noi è stato uno choc vedere quella mail, arrivata senza nessun avvertimento, con cifre senza nessuna spiegazione che somigliano più che altro a una tariffa oraria. Per noi, dopo tutto quello che è successo, è essenziale che se ne faccia carico il Cantone Vallese e che lo Stato Italiano non ci rimetta nulla - aggiunge -. Da mesi chiediamo le cartelle cliniche che non abbiamo mai ricevuto, il conto però arriva".

Della questione è stato interessato l'ambasciatore in italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che nei prossimi giorni, ha fatto sapere, incontrerà le autorità elvetiche per chiarire il caso. "Le autorità cantonali hanno sempre detto che nulla è dovuto dalle famiglie italiane e quindi le spese di cura dei feriti sono a carico delle autorità locali - spiega il diplomatico - ma chiederò comunque chiarimenti e ho già fissato un incontro per il 24 aprile prossimo con il presidente del governo del Vallese Mathias Reynhard".

Stupore anche da parte dell'assessore della Regione Lombardia al Welfare Guido Bertolaso: "Sono atti dovuti, sono delle certificazioni che gli ospedali devono fare per coprire il loro bilancio e giustificare ai loro contabili - ha spiegato Bertolaso -. È chiaro che non esiste che nessuno debba sborsare un solo euro per quello che è successo. E come sapete io sono stato designato da tutti i genitori dei ragazzi a rappresentarli in questa Fondazione che ha proprio il compito di individuare le modalità per indennizzare al meglio tutte le famiglie, innanzitutto le famiglie che hanno perso i loro figli e poi anche le famiglie i cui ragazzi hanno subito gravi alterazioni e hanno dovuto essere ricoverati in ospedale".

In ballo infatti ci sono i risarcimenti milionari per il rogo di Capodanno nel locale dei Moretti, che avrebbe dovuto essere controllato ogni anno dai tecnici del Comune di Crans

Montana, e invece non ha più ricevuto ispezioni dal 2019. Adesso, ha aggiunto Bertolaso, "stiamo stabilendo quella che è la procedura e stabiliremo i criteri in aggiunta ovviamente a quello che devono fare le altre istituzioni".

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