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Cresce la fronda degli Stati contro l'immobilismo Ue. Parigi lancia il prestito-flash

La Francia finanzia le imprese per i carburanti Bruxelles preferisce contenere la domanda

Cresce la fronda degli Stati contro l'immobilismo Ue. Parigi lancia il prestito-flash
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C'è una certa inquietudine in Europa a riguardo dell'emergenza energetica. Da un lato c'è una Commissione europea che semplicemente ha scelto di aspettare. Ma quando anche la situazione si aggravasse, la mossa sarebbe quella di agire sulla domanda: nell'intervista al Financial Times dei giorni scorsi, il commissario Ue all'Energia Dan Jorgensen non ha escluso di ricorrere al razionamento dei beni energetici di più difficile reperimento come gasolio e carburante per aerei. Una cosa al momento non ancora sul tavolo, ma è quello che si farebbe in caso di un conflitto prolungato e carenza di carburanti. C'è di più: a Bruxelles si vorrebbe tenere duro il più possibile sulle regole del Patto di Stabilità - quelle che obbligano i Paesi a non indebitarsi per più del 3% del Pil ogni anno - perché si ritiene possa essere controproducente. Non tanto, o per lo meno non solo, per evitare una nuova ondata di debiti, ma perché lasciando liberi i Paesi europei di spendere questi andrebbero a varare misure di sostegno fiscale che aumentano la domanda di energia. Una mossa che la Commissione non auspica, perché la ritiene una mossa che aggraverebbe la situazione, sia in termini di prezzi più elevati (se i carburanti costano meno, si vendono più litri) sia di carenze di offerta, in un contesto di approvvigionamenti limitati.

L'Italia, in tal senso, ha varato - prima tra le grandi economie europee - un decreto carburanti con uno sconto sulle accise che pesa sul prezzo per circa 25 centesimi, oltre a un 20% di credito d'imposta sugli acquisti di carburante su settori sensibili come quelli di pesca e autotrasporto, da ultimo quello dell'agricoltura. Roma, del resto, sta ricoprendo un po' il ruolo di Paese guida tra coloro che caldeggiano un approccio più proattivo. Ieri si è unita anche la Francia che ha annunciato un "prestito flash carburante" con Bpifrance, la banca nazionale di investimenti, destinato a sostenere la liquidità delle piccole imprese più esposte all'impennata dei prezzi dei carburanti. Prevede somme tra 5 e 50mila euro a un tasso del 3,80% e senza garanzie.

Tornando però all'Italia, l'idea del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, è di considerare la possibilità di sospendere il Patto di Stabilità attivando una clausola di salvaguardia. L'Ue però sostiene che un tale intervento si considererebbe solo in caso di grave recessione. Qui però c'è un tema economico e anche politico: in caso di grave recessione il danno sarebbe già fatto e alla fine i debiti arriverebbero comunque; il tema politico è che nessun governo vorrebbe pagare in termini di consenso un'inazione prolungata che sfociasse in costi sociali. L'idea dei cosiddetti "proattivi" è quindi quella di agire prima che la situazione degeneri. Ed è in questo senso che si può leggere la proposta di ieri con i ministri dell'Economia di Italia, Germania, Spagna, Austria e Portogallo che hanno scritto all'Unione europea proponendo una prelievo sugli extraprofitti delle società energetiche. Una cosa che, ricordano, era già stata introdotta nel 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.

Il discorso è: se i vincoli di bilancio devono rimanere, allora ci si muova per trovare nuove risorse. "Considerate le attuali distorsioni del mercato e i vincoli di bilancio", scrivono appunto i cinque ministri, "la Commissione europea dovrebbe elaborare rapidamente uno strumento di contribuzione simile a livello Ue". Bruxelles ha ricevuto la proposta e ha detto di "rispondere a tempo debito". Ma fonti europee sottolineano che una tassa sugli extraprofitti potrebbe non garantire comunque risorse immediate agli Stati.

Un

altro fronte è la riforma degli Ets, il sistema di scambio delle quote di emissione di CO2. Una tassa che grava sull'energia in un periodo d'emergenza. La discussione entrerà nel vivo a maggio per ottenere più flessibilità.

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