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Crosetto accelera sulla riforma della Difesa

"Noi siamo il vaso di coccio" di fronte a potenze come Stati Uniti e Cina

Crosetto accelera sulla riforma della Difesa
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Ha parlato chiaro il ministro della Difesa Guido Crosetto: "Noi siamo il vaso di coccio" di fronte a potenze come Stati Uniti e Cina. Lo ha detto ieri durante il forum Difesa e sicurezza promosso da Bruno Vespa e Comin & Partners. Il primo evento di questo genere, che cerca di mettere ordine in un momento di grande caos. In un "mondo instabile" per citare il sottotitolo dell'evento. Proprio per queste ragioni Guido Crosetto spinge affinché si possa accelerare sulla riforma delle Forze Armate. "Sottoporrò il testo del disegno di legge all'esame del Consiglio dei ministri entro il mese di marzo 2026". È quanto si legge in una lettera inviata dal ministro alla commissione Difesa di Camera e Senato. Il disegno di legge prevede l'istituzione di una riserva di volontari (dicono 10 mila unità), la creazione di un'Arma che si occupi solo di cybersicurezza e prevenzione delle guerre ibride, l'aumento degli organici, fino a una dotazione di circa 160mila unità entro il 2033 per Esercito, Marina e Aeronautica. Il ministro, nella lettera, spiega l'urgenza di questa riforma per rendere la Difesa "più moderna, flessibile ed efficiente". Ma è all'evento moderato da Bruno Vespa che Crosetto ha sottolineato come "la Storia ci sta spiegando che la difesa non è una cosa scontata, ma un prezzo da pagare. E anche se è difficile da comprendere a livello sociale, non puoi metterla in competizione con le altre spese". E poi il paragone con l'Ucraina sotto attacco russo da ormai troppo tempo. "In Ucraina, dove la difesa non c'era, non c'è più sanità, non c'è più scuola e non c'è neanche più energia. Se non hai la capacità di far paura a chi ti vuole far del mare, non sei in grado di difendere le tue istituzioni e neanche la libertà dei tuoi cittadini". La difesa? Una prerogativa, ha chiarito, ma non con un esercito comune europeo.

L'obiettivo è la Nato, una forza comune di garanzia e deterrenza che, però, è in mano agli Usa. "Non penso ci sia spazio al momento per una loro uscita dall'Alleanza" ha rassicurato il ministro aggiungendo che "senza gli Stati Uniti non c'è difesa".

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