Il Cts blinda il bollettino "Deve restare quotidiano". Ricoveri, bufera sui conti

I tecnici: "Il report settimanale è rischioso". Sì al ricalcolo dei positivi in ospedale: bozza pronta ma il ministero frena. I medici contrari

Il Cts blinda il bollettino "Deve restare quotidiano". Ricoveri, bufera sui conti

Si va verso una svolta del conteggio dei positivi asintomatici in ospedale: se ricoverati per cause diverse, potrebbero non essere considerati più come pazienti Covid e dunque non rientrare nelle percentuali di occupazione dei posti letto che determinano il passaggio delle regioni in fascia gialla, arancione o rossa. Una decisione su cui sta lavorando il ministero della Salute, in seguito al pressing dei governatori che temono nuove restrizioni, tanto che da ieri gira la bozza di una circolare firmata dalla direzione generale della Prevenzione e da quella per la Programmazione sanitaria che esclude gli asintomatici dal conteggio.

La circolare c'è e tutti ne parlano, favorevoli e contrari. Ma lo stesso dicastero guidato da Roberto Speranza frena, ribadendo che nulla ancora è stato firmato e che la discussione è in corso. Si potrebbe arrivare ad un compromesso tra Regioni e governo, stabilendo di inserire gli asintomatici nel conteggio dei casi escludendoli da quello dei ricoveri. Il comitato tecnico scientifico, riunitosi ieri, ha espresso (seppur informalmente) parere favorevole alla possibilità di segnare a parte i ricoverati positivi asintomatici in ospedale per altri motivi rispetto ai ricoverati Covid. Ma ha escluso di cambiare la periodicità del bollettino, come sollecitato da più parti. Per gli esperti del Cts deve rimanere quotidiano: troppo rischioso, in una fase ancora acuta dell'epidemia, limitarsi a un report settimanale. Prematuro anche depennare dal bollettino i casi asintomatici, come del resto indicato dall'Iss. Sul punto è stato fatto notare che tutti i Paesi, nonché l'Ecdc e gli altri organismi internazionali, conteggiano i casi positivi a prescindere dalla situazione sintomatica. Anche per Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano, eliminare gli asintomatici dal conteggio sarebbe «un'assoluta sciocchezza».

La modifica dei criteri per conteggiare i ricoveri dei pazienti Covid non piace affatto ai medici, che considerano la novità allo studio un'«operazione di maquillage che camuffa la tragicità e la portata della pandemia». «I numeri dei contagiati, il trend dei positivi ricoverati in area medica e nelle intensive, comunque li si conteggi sovraccaricano gli ospedali e portano allo stremo i professionisti», sostiene il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, che chiede al ministro di valutare attentamente e con la giusta prudenza le richieste delle Regioni, che «perseguono il pur comprensibile obiettivo di evitare nuove misure restrittive». Anche la Fondazione Gimbe è contraria al nuovo sistema, che oltre «a sottostimare il reale sovraccarico degli ospedali, aumenta l'impatto organizzativo e il carico di lavoro degli operatori sanitari e presenta numerosi rischi». Se non verrà ritoccata, la circolare prevede che «il paziente ricoverato per cause diverse che risulti positivo, ma asintomatico, qualora sia assegnato in isolamento al reparto di afferenza della patologia per la quale si rende necessario il ricovero, pur essendo tracciato come caso non sarà conteggiato tra i ricoveri dell'area medica Covid, fermo restando il rispetto del principio di separazione dei percorsi e di sicurezza dei pazienti». Da febbraio il bollettino potrebbe contenere un nuovo campo, per i «pazienti Covid ricoverati per cause diverse».

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