Cuba, esplode l'hotel di lusso per il travaso di gas: 22 morti

Decine di feriti tra cui anche bambini di una scuola elementare. Il resort è tra i più ricercati della città

Cuba, esplode l'hotel di lusso per il travaso di gas: 22 morti

Da ieri non esiste più l'hotel Saratoga dell'Avana Vecchia, un inestimabile patrimonio storico di Cuba. Erano le 10.50 di mattina, quando una terribile esplosione ha distrutto questo luogo simbolo dell'appeasement tra Raúl Castro e Barak Obama. Proprio sulla facciata crollata, infatti, furono issate le bandiere di Cuba e Stati Uniti quando riaprirono le ambasciate dei due paesi. Era il 20 luglio del 2016 e quella fu una cerimonia storica.

Ora il Saratoga è solo un cumulo di macerie. Al momento in cui andiamo in stampa il numero dei morti confermati dal regime è di 22, mentre sono 64 i feriti. Tra le vittime non ci sono italiani perché, fortunatamente l'hotel era chiuso. Lo scoppio è stato così violento che anche l'edificio a fianco l'hotel è stato gravemente danneggiato, in una scuola vicina tutte le finestre sono in frantumi, un piccolo negozio al piano terra dell'albergo è ridotto in macerie ed è crollato il tetto della chiesa battista di El Calvario. Subito dopo la tragedia, la sicurezza dello stato cubano ha dispiegato una grande operazione di polizia per allontanare dal luogo centinaia di persone, molte delle quali turisti, che stavano affollando il vicino Parque de la India. Diversi residenti del quartiere hanno riferito al sito 14yMedio della giornalista indipendente Yoani Sánchez che il servizio Internet nella zona è stato immediatamente interrotto dalle autorità. Sul luogo del disastro dopo le 11 è arrivato anche il presidente Miguel-Díaz Canel.

Ignote le cause dell'esplosione che, oltre alla facciata del Saratoga, ha distrutto molti piani dell'hotel, situato nelle immediate vicinanze del Campidoglio. Secondo Cubadebate, sito gestito dalla dittatura, il disastro sarebbe avvenuto «probabilmente mentre del gas liquido era trasferito da un camion in una caldaia». Alcuni cubani, sui social, hanno anche avanzato l'ipotesi di una bomba ma, per ora, l'unica certezza è che da anni quasi tutte le costruzioni dell'Avana Vecchia versano in pessime condizioni. Lo scorso anno, ad esempio, erano crollati due edifici sul Malecón, il lungomare cartolina postale dell'Avana. Dove ieri è venuto giù il Saratoga, inoltre, molti edifici sono pericolanti a causa di tubature che filtrano quantità d'acqua, notte e giorno, e i lavori di manutenzione del comune, dopo decenni di incuria e nonostante le promesse, sono ancora un miraggio. «Da anni, quando si cammina per le vie dell'Avana, è bene buttare un occhio su balconi e tetti pericolanti perché ogni tanto qualche casa cade, soprattutto nelle periferie, anche se i giornali locali non ne scrivono, per cui non so dirle se ci siano state o meno vittime qui», mi spiegava durante il mio ultimo viaggio all'Avana Edenina, una tassista, indicando un cumulo di macerie figlie dell'ennesimo crollo.

Il Saratoga era uno degli hotel più lussuosi della capitale, con tariffe giornaliere da 1.200 euro. L'edificio, costruito nel 1880 come centro commerciale, era stato trasformato in un albergo di lusso nel 1933. Dopo l'ennesima riforma, era stato riaperto nel 2005, e si definiva sul suo sito Web «un cinque stelle con personalità», assicurando che «non c'è niente di simile all'Avana». Univa l'architettura dell'era coloniale all'arte eclettica e, al suo interno, si potevano ammirare pregiati elementi di falegnameria francese, di ceramica e di marmi. Ospitava due ristoranti di grande pregio, tre bar lussuosi, uno dei quali con gazebo, e una piscina panoramica all'ultimo piano, con una vista mozzafiato sul Campidoglio e sul centro storico capitolino. Non a caso, quando viaggiavano a Cuba, era l'hotel preferito da celebrità del calibro di Madonna, Beyoncé, Rihanna e Micke Jagger. Un vero tesoro che, ieri, purtroppo, è andato perduto

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