Cuba, Trump annuncia nuove sanzioni

I cittadini Usa potranno fare causa a chi confiscò i beni per il regime castrista

Cuba, Trump annuncia nuove sanzioni

San Paolo Gli Stati Uniti hanno annunciato ieri che attiveranno il capitolo III della Helms-Burton, legge approvata nel 1996, rafforzando così l'embargo contro Cuba. Mai nessun presidente degli Stati Uniti lo aveva fatto prima e, tradotto, significa che a partire dal prossimo 2 maggio i cittadini statunitensi che videro i loro beni confiscati dalla rivoluzione castrista potranno fare causa a chiunque li abbia poi comperati dal regime dell'Avana. Si tratta non solo di case ma anche di hotel, fabbriche e terreni o concessioni e, tra gli interessi più colpiti da possibili richieste danni milionarie in tribunali statunitensi ci sono investitori spagnoli basti pensare alla multinazionale Meliá che oggi amministra l'emblematico hotel Habana Libre, ex Hilton canadesi ma anche di molti altri paesi europei. Immediata la risposta da Bruxelles con una dichiarazione congiunta dell'alto rappresentante per la Politica e di Sicurezza Ue, Federica Mogherini e di quello per il commercio, la svedese Cecilia Malmstrom, in cui si legge che «l'Unione europea ribadisce la sua forte opposizione all'applicazione extraterritoriale di misure unilaterali relative a Cuba contrarie alle legge internazionale», per aggiungere poi che ogni opzione è aperta per proteggere i suoi legittimi interessi, compreso il ricorso all'Organizzazione mondiale del commercio.

L'obiettivo del provvedimento dell'amministrazione Trump è stato spiegato così ieri dal segretario di Stato Mike Pompeo: «Finalmente gli americani avranno una possibilità di ottenere giustizia. Per oltre 22 anni il capitolo III è rimasto sospeso nella speranza che il regime cubano passasse alla democrazia. Ma l'amministrazione Trump sa vedere la realtà, ovvero che i dittatori vedono l'appeasement come una debolezza. Il tentativo del presidente Obama di moderare il regime non ha funzionato». E ancora: «Cuba ha esportato per anni la sua oppressione in Venezuela. I militari, l'intelligence e le forze di sicurezza cubane mantengono Maduro al potere. Questo comportamento mina la stabilità dei paesi dell'emisfero occidentale e costituisce una diretta minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti».

Un concetto rafforzato sempre ieri a Miami dal consigliere per la sicurezza John Bolton che ha annunciato anche la limitazione dell'invio delle rimesse 1000 dollari USA per persona ogni tre mesi - scegliendo non a caso una data significativa, ovvero il 58esimo anniversario della Baia dei Porci, con al fianco una bandiera della brigata 2506 addestrata dalla CIA che, nelle intenzioni di Washington, si sarebbe dovuta riunire agli anticastristi ancora presenti a Cuba nel 1961 per organizzare una sommossa popolare. Come finì è noto a tutti e il comunismo cubano è ancora lì, senza le riforme economiche promesse nel 2007 da Raúl Castro al quale Obama diede un'opportunità storica, togliendo tutte le limitazioni che Trump ha adesso reintrodotto con il carico da 15 di ieri. Il risultato è che con il Venezuela al tracollo umanitario Cuba è sempre più in crisi, quasi come negli anni '90, quando cadde l'Urss. E con Trump che mostra sempre più i muscoli, al vecchio generale Leopoldo Cintra Frias, ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie, non resta che consigliare ai suoi connazionali di mangiare Jutía - un roditore simile alla nutria - per combattere la carenza di carne. «La Jutía contiene più proteine di tutti gli altri tipi di carne, compresa la carne bovina. E ha una pelle di alta qualità» ha detto la mano destra di Raul in diretta sulla televisione di stato la settimana scorsa.

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