Leggi il settimanale

Dai Carc alla Cgil: il giorno dell'odio per contestare le forze armate

Sinistra radicale e antagonisti in piazza nel tentativo di unificare la protesta I nemici dichiarati: la Nato, i sionisti, l'imperialismo dell'Europa e gli States

Dai Carc alla Cgil: il giorno dell'odio per contestare le forze armate
00:00 00:00

I collettivi, con l'aiuto della Rete No riarmo e la regia del Partito dei Carc, vogliono trasformare il 2 giugno da Festa della Repubblica a giornata contro le forze armate. Domani, in concomitanza con le celebrazioni ufficiali per il 2 giugno, si prevede una giornata di tensione con diverse sigle legate all'estremismo di sinistra che hanno organizzato iniziative alternative a quelle ufficiali perché "nessuna unità nazionale o pacificazione è possibile con chi promuove la guerra". Così, le mobilitazioni promosse per la Festa della Repubblica, finiscono per diventare un'occasione non per protestare contro la guerra ma contro le forze armate e le istituzioni testimoniando il sentimento anti nazionale e anti patriottico delle sigle legate alla sinistra radicale.

A riassumere la contro mobilitazione con un articolo sul proprio sito intitolato emblematicamente "2 giugno per un'Italia partigiana della Costituzione" corredato da una bandiera tricolore con al centro la stella rossa, è il Partito dei CARC che racconta come le realtà "che ogni giorno si battono contro la presenza della Nato e contro la militarizzazione del paese" abbiano deciso di scendere in piazza domani in tutta Italia.

Tra le sigle promotrici ci sono il gruppo sardo A Foras, No Muos, il movimento No base né a Coltano né altrove e Vicenza per la Palestina. Non si tratta di realtà casuali ma tutte legate a territori in cui sono presenti basi militari e, non a caso, l'appello alla mobilitazione nasce per "costruire una serie di azioni contro i simboli della militarizzazione dei territori: presidi, flash-mob, manifestazioni. Ogni realtà o singolo può attivarsi in base alla specificità del proprio contesto, con la consapevolezza di far parte di una mobilitazione più ampia e coordinata. Un'Italia antimilitarista esiste già: il 2 giugno vogliamo renderla visibile, connetterla e rafforzarla".

A promuovere un appello per mettere in campo 100 iniziative popolari in tutta Italia è anche la Rete pace e disarmo con l'obiettivo di dar voce a una Repubblica che ripudia la guerra, mentre la rete Stop Rearm Europe ha annunciato mobilitazioni diffuse "per una repubblica libera dai re e dalle loro guerre. Abbiamo cacciato un re, ora cacciamo gli altri". Non potevano mancare all'appello l'Anpi e la Cgil che hanno promosso insieme ad altre associazioni una manifestazione nazionale davanti alla base Nato di Aviano il 6 giugno.

Sarebbe però non solo riduttivo ma anche sbagliato liquidare le manifestazioni di domani come legate solo al 2 giugno perché si tratta della stessa piattaforma di sigle che hanno animato le proteste per il 25 aprile, per la Flotilla e per gli scioperi delle ultime settimane.

L'obiettivo, messo nero su bianco, è quello di "dare uno sbocco politico a questo movimento già esistente" e l'orizzonte sono le politiche del prossimo anno in cui "costruire un'alternativa è possibile perché nel paese è già attivo un fronte composito di forze che, nei fatti anche se non ancora pienamente cosciente si muove". La finalità politica è rompere gli accordi con la Nato e portare l'Italia fuori dall'alleanza atlantica per "farla finita con il protettorato statunitense e liberarsi dei sionisti e degli imperialisti Ue".

Le iniziative per la Festa della Repubblica sono così solo un passaggio di un percorso più ampio che porterà il 20 giugno a un'assemblea nazionale indetta dal Coordinamento nazionale No Nato

presso il centro sociale occupato Spin Time di Roma in cui chiedere "fuori Usa e Nato dall'Italia, no alla leva obbligatoria, sostegno all'obiezione di coscienza dei lavoratori della logistica di guerra". Vasto programma.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica