La ripartenza dopo la battuta d'arresto referendaria passa, nel centrodestra, anche da una rinnovata connessione con le rispettive famiglie europee. Da una parte la Lega, più barricadera e identitaria, agganciata al fronte dei Patrioti; dall'altra Forza Italia, che rilancia la propria vocazione cattolico-liberale nel solco del Ppe. Due traiettorie diverse ma parallele, che troveranno nei prossimi appuntamenti pubblici un banco di prova importante.
A Milano, il 18 aprile, la Lega scenderà in piazza Duomo per il Remigration summit, iniziativa promossa insieme agli alleati europei del gruppo Patrioti. Una mobilitazione che punta a rimettere al centro sicurezza, controllo dei confini e identità nazionale, con toni netti e una piattaforma esplicita. Il richiamo alla partecipazione è forte, anche dal territorio. "Noi della Lega Lombarda scendiamo in piazza per difendere la nostra terra, la nostra Lombardia, il Nord. Più patrioti di così", rivendica Massimiliano Romeo, presidente dei senatori leghisti, sottolineando la dimensione simbolica dell'appuntamento.
L'iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che guarda anche a Bruxelles, dove i Patrioti tra cui il Rassemblement National e Fidesz stanno rafforzando il coordinamento politico. Il tema della "remigrazione" resta il fulcro del dibattito. La vicesegretaria Silvia Sardone lo chiarisce senza ambiguità: "Ribadiremo la necessità di un contrasto reale all'immigrazione e all'islamizzazione. È fondamentale proteggere i confini e agire con maggiore fermezza contro l'immigrazione clandestina. Parlare di remigrazione non deve essere un tabù: di fronte al crescente fenomeno della criminalità straniera, è sempre più urgente potenziare le espulsioni. In pericolo sono anche i nostri valori, la nostra identità e la nostra cultura, mentre l'islamizzazione avanza in tutta Europa. Mentre noi tendiamo a nascondere i nostri simboli religiosi e le nostre tradizioni, assistiamo a preoccupanti casi di integrazione al contrario. Infine, in un momento economico particolarmente difficile, rilanciamo la visione di un'Europa delle Nazioni".
Forza Italia, invece, lavora per riaffermare un europeismo responsabile e pragmatico e una cultura politica più moderata, a partire dalla celebrazione del 50° anniversario del Ppe, prevista il 24 aprile a Roma. Un momento pensato per rafforzare il legame con la famiglia popolare europea e rilanciare una visione comunitaria. Ieri il segretario e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presieduto una riunione con il dipartimento Esteri del partito, guidato da Deborah Bergamini, insieme alle viceresponsabili Isabella De Monte ed Emanuela Del Re e al capogruppo in Commissione Esteri Andrea Orsini. La presidente dei senatori Stefania Craxi sintetizza così l'impostazione dell'evento: "Non si tratterà di una celebrazione formale, non il semplice anniversario di una ricorrenza importante, ma un'occasione per riaffermare la necessità politica del progetto comunitario in una fase segnata da profonde trasformazioni globali. In questo contesto, il Ppe e Forza Italia, rinnovano il proprio impegno per costruire l'altra Europa, l'Europa che serve e che non c'è, quell'Europa capace di decidere, di proteggere e di essere vicina ai cittadini e agli Stati membri".
Due linee, dunque, che riflettono sensibilità differenti ma
che si muovono dentro lo stesso perimetro politico. La sfida, come sempre, è trasformare queste differenze in una sintesi capace di tenere insieme identità e governo, piazza e istituzioni, sovranità e integrazione europea.