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Dai ricettari alle app: adesso c'è più gusto a restare dentro casa

Uscire meno non vuol dire rinunciare alla possibilità di mangiare o bere bene

Dai ricettari alle app: adesso c'è più gusto a restare dentro casa

Torna a casa, Ambroeus. Inutile negarlo, in questi giorni lo spirito del milanese che, dopo una dura giornata di lavoro, si proietta fuori casa in un tourbillon di aperitivi e cene per provare quel nuovo localino appena aperto è stato messo a dura prova. Complice anche la chiusura delle scuole e l'attivazione del lavoro da casa, per molti è scattato un buen retiro nell'alveo domestico. Sfilandoci dalle polemiche tra minimizzatori e millenaristi, approfittiamo dell'occasione per dare alcuni molto pratici consigli su come gestire il coté gastronomico casalingo. Andando oltre la via d'uscita più scontata che è quella del delivery. Eccoli, chissà mai che non tornino utili anche passata l'emergenza.

Rispolveriamo i ricettari. Ne abbiamo tutti in casa almeno uno, su qualche scaffale alto della libreria: l'Artusi, il Cucchiaio d'Argento, il Talismano della felicità. Insindacabili custodi delle ricette che hanno fondato la cucina italiana, con incursioni nella francese. I bolliti, i brasati, i ravioli e i consommé. Tutte o quasi ricette che implicano lunghe preparazioni e tempi di cottura da maratona, o più. Incompatibili con i ritmi della vita attuale. Ma alcuni piatti classici ormai demodé delizieranno i commensali come e più delle più esotiche novità. E riaprendoli scopriremo che cos'è il cibreo, come fare le quenelles o un goloso bianco mangiare.

Il ritorno della nonna. I più fortunati ce l'hanno, è una variazione sul tema dei ricettari: un quaderno inzaccherato di olio e farina, scritto a mano con una nitida ed elegante grafia d'altri tempi. Contiene le ricette di famiglia, ormai proverbiali ma che nessuno ha mai il tempo e il coraggio di rifare. I ravioli a mano, la pasta frolla, il dolce al maraschino. Coraggio, è il momento di affrontare quei sapori dimenticati senza eccessive timidezze.

Largo alla tecnologia. Tra app e Alexa. Il retrò non fa per voi? Poco male, anzi meglio. Perché ormai il frigorifero ha l'alloggiamento per l'iPad, il riconoscitore vocale recita come una maestrina qualsiasi ricetta e se c'è tempo fa anche la spesa online - le app di cucina pullulano. Svuota Frigo ad esempio elabora ricette a partire dagli ingredienti che ci sono in casa, Piccole Ricette ne propone una al giorno, CoockPad condivide quelle degli utenti. Per gli anglofoni da provare Bbc Good Food e Tasty.

Formazione continua. Non siete proprio dei campioni ai fornelli, siete in difficoltà a fare un uovo e quando vi offrite di cucinare c'è sempre qualcuno che propone di ordinare una pizza? È giunto il momento di seguire un corso di cucina. Naturalmente online. Ci sono quelli della storica rivista La Cucina Italiana (i primi 14 giorni di prova sono gratis), del Gambero Rosso (a partire da 40 euro) e di Giallo Zafferano sulle tecniche di base. Per le videoricette schiere di food influencer vi attendono su YouTube.

Un caffè slow. Il caffè non è solo l'espresso trangugiato al bar la mattina, può essere una bevanda complessa tutta da degustare, come un buon vino rosso. Anche a casa, provando una delle tecniche di estrazione con filtro V60, Chemex, Aeropress o ricorrendo alla tradizionale moka. Ma dedichiamo un po' più di tempo alla materia prima, scegliendo una monorigine Arabica da acquistare, anche online, da un microtorrefattore. Come Cafezal, Gardelli, Malatesta, Bugan, Ditta Artigianale. Scoprirete mondi nuovi e meravigliosi.

Mixology fai da te. I bar chiudono? Sì, solo dalle 18, anzi no ora riaprono ma a numero chiuso. La confusione è grande sotto il cielo, ma l'opportunità di farsi un ottimo cocktail a casa resta. Con le classiche ricette IBA alla mano, o pescando da libri e siti per le novità. Siete indecisi? Sappiate che i più venduti del 2020 secondo la annuale classifica di Drinks International sono Old Fashioned, Negroni e Daiquiri. Mano allo shaker...

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