Dall'"uno vale uno" al Super Uomo

Dall' "uno vale uno" all'"uomo della Provvidenza". Al di là della riuscita di Draghi nel formare un esecutivo, potremmo sintetizzare cosi i neanche quattro anni che ci dividono dalle ultime elezioni politiche

Dall'"uno vale uno" al Super Uomo

Dall' «uno vale uno» all' «uomo della Provvidenza». Al di là della riuscita di Draghi nel formare un esecutivo, potremmo sintetizzare cosi i neanche quattro anni che ci dividono dalle ultime elezioni politiche. Che furono, è bene ricordarlo, stravinte dal Movimento 5 stelle e segnate da una ventata anti-sistema, di cui beneficiò pure Matteo Salvini.

Il ritorno dei tecnici, e anzi del Tecnico per eccellenza, Draghi, sigla invece la nemesi di quella esperienza e fa sembrare il 2018 lontano un secolo. È la nemesi soprattutto di quello che era uno dei punti cardine del movimento 5 stelle, appunto l'uno vale uno, l'idea che non contino l'uomo, la sua biografia, la sua competenza, la sua esperienza politica ed amministrativa, ma solo il popolo (i «cittadini» nel linguaggio pentastellato) che, sulla spinta delle proprie esigenze, porta al potere dei signori nessuno, privi di qualsiasi capacità ma onesti, slegati dai «poteri forti». E che in base a questa purezza e onestà essi avrebbero portato al «cambiamento». Bel cambiamento, si ritorna al vecchio, cioè al governo tecnico, una specialità e peculiarità tutta italiana: da Ciampi a Dini, da Monti a Draghi, nessun paese al mondo negli ultimi trent'anni ha visto cosi tanti «governi dei (cosiddetti) competenti» come il nostro.

Se di fallimento si deve parlare, ed è evidentemente conclamato, esso è proprio della ideologia dei 5 stelle. I quali non a caso, sono ora colpiti da una doppia nemesi: divisi sull'appoggio a Draghi, probabilmente incorreranno in una scissione pesantissima, che ne minerà le sorti per sempre. Era un fallimento ampiamente prevedibile. Non solo l'«uno vale uno», l'egualitarismo giacobino, rappresenta una palese violazione della natura umana, per cui ogni individuo è diverso dagli altri, ma nelle democrazie complesse finisce per essere l'ideologia più idiota, quella che si infrange contro la complessità dell'arte del governo nell'età contemporanea. I plurimi disastri dei vari ministri pentastellati, nel primo e nel secondo governo Conte, sono stati soprattutto frutto dall'applicazione pratica di questa ideologia. Che ha prodotto un altro danno pesantissimo. Invece di rinnovare la classe politica, l'ideologia dell'«uno vale uno» ha distrutto le ultime vestigia che rimanevano della vecchia. E cosi oggi siamo all'anno zero, all'annichilamento della Politica. Che si è per l'ennesima volta suicidata, arrendendosi mani in alto alla tecnocrazia. Ma questa è l'ultima chiamata. Dopo Draghi, infatti, anche nel campo dei tecnici, non vi sarà più nulla.

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