La "miniera" di Casaleggio: cosa c'è dietro la guerra coi 5Stelle

Cosa c'è dietro il divorzio imminente tra i grillini e Casaleggio? Il possesso del cuore del sistema: "C'è in gioco il controllo del Movimento dal punto di vista di consenso, anche elettorale"

La "miniera" di Casaleggio: cosa c'è dietro la guerra coi 5Stelle

Il divorzio è ormai certo. Mentre a Giuseppe Conte è affidato il compito davvero arduo di rifondare il Movimento 5 Stelle, i rapporti con Rousseau - e Davide Casaleggio - si fanno sempre più tesi. C'è chi sostiene che ormai il legame con i vertici della piattaforma web si sia ridotto semplicemente a una questione di tipo legale: "Si è interrotto il legame umano, mi spiace ma ora è solo una questione di avvocati". Ma a ben vedere il tema vero sembra un altro. In un mondo sempre più digitale e profilato, la vera ricchezza dell'Associazione Rousseau non sta tanto nella gestione della piattaforma e dei fondi del M5S, quanto nella "miniera d'oro" rappresentata dai dati degli iscritti.

Sarà per questo che Giuseppi, così come Beppe Grillo, vuole evitare la rottura definitiva? Nel suo intervento all'assemblea pentastellata, Conte ha chiaramente dichiarato che nel nuovo Movimento le scelte continueranno a essere prese coinvolgendo gli iscritti sul web, "ma questo deve accompagnarsi alla considerazione che la democrazia digitale è frutto di una tecnologia, che non è neutra". La gestione dei processi e le modalità con cui vengono trattati i dati sono considerate "operazioni sensibili e delicate che chiedono massima trasparenza, massima chiarezza". Certo, ma al momento il titolare per il trattamento dei dati degli iscritti alla piattaforma è - appunto - l'Associazione Rousseau legata a doppio filo alla Casaleggio Associati.

La gestione del cuore del sistema

E qui nasce la vera diatriba, dal momento che creare una piattaforma parallela senza la cessione del "tesoretto" di Casaleggio richiederebbe di ripartire da zero in un momento in cui i 5 Stelle non sono certo al loro massimo. Dal M5S si spinge quindi per avere accesso alla lista degli iscritti, al database, alla mailing list. Praticamente al cuore del sistema. Una soluzione pacifica però non sembra essere alle porte.

La piattaforma, denunciano i grillini, "custodisce gelosamente i dati degli iscritti". Dal suo canto Enrica Sabatini, braccio destro di Davide Casaleggio, batte cassa e ritiene la pretesa dei versamenti arretrati dei parlamentari come una condizione necessaria: "Come non posso entrare in un negozio e prendere qualcosa senza pagarla, così non posso chiedere di fare un voto a una serie di persone che devono lavorare, ai fornitori che devono garantire la certificazione del voto e non pagarli".

Casaleggio si è spinto oltre, lanciando il manifesto ControVento con cui ha sottolineato l'importanza dei due mandati. Inoltre viene rimarcato un buco di quasi 450mila dovuto da mancati versamenti. Un uno-due che ha fatto ulteriormente surriscaldare gli animi. Dai piani alti del M5S tengono a ricordare la testimonianza di Marco Canestrari. Accedendo all'applicazione Facebook dal blog e accettando le condizioni, nel 2013 gli utenti avrebbero praticamente fornito le informazioni base del profilo? "L'app consentiva agli amministratori di Casaleggio Associati una serie di operazioni. Tra cui monitorare le attività dell’utente attivista", aveva dichiarato l'ex braccio destro di Gianroberto Casaleggio.

L'ultimatum di Rousseau

Da Rousseau è arrivato un ultimatum: a causa "dell'enorme ammontare dei debiti" è stata fissata come ultima data utile quella del 22 aprile 2021. Se i rapporti pendenti non dovessero essere definiti entro questo giorno, la piattaforma si dice costretta "a immaginare un percorso diverso, lontano da chi non rispetta gli accordi e vicino, invece, a chi vuole creare un impatto positivo sul mondo". Rousseau non ci gira attorno e arriva dritto al punto: "Dopo 15 mesi, è arrivato il tempo di prendere decisioni definitive. È arrivato il tempo di eliminare ambiguità, rinvii e mancate scelte".

Casaleggio ha rincarato la dose: sostiene che "bisogna evitare la tempesta e virare al momento giusto, verso la direzione giusta", sposando una struttura con responsabilità condivisa ma con un potere "diffuso in tutta l'organizzazione". Il suo auspicio è che non si attacchi Rousseau "per mettere sul tavolo il terzo mandato o la democrazia dal basso o altre regole fondamentali del M5S". Veramente il Movimento avrebbe messo in difficoltà economica l'Associazione al fine di poter derogare al limite dei due mandati? Per il reggente Vito Crimi si tratta di parole "fuori luogo, non solo false, ma diffamatorie e misere".

La lotta per la "miniera d'oro" di Rousseau

Una domanda sorge spontanea: la partita così accesa si gioca per la democrazia diretta tanto cara al Movimento o per il fattore database degli utenti in un mondo dove i dati sono la "moneta" più preziosa? Lo abbiamo chiesto al docente universitario Matteo Flora, che ci ha illustrato quanto sia importante avere accesso al cuore del sistema:

"La mailing list, il database e i mezzi di comunicazione sono, a tutti gli effetti, tutto il Movimento e il controllo di questi è il controllo del Movimento dal punto di vista di consenso, anche elettorale"

Matteo Flora

Flora, esperto informatico, si chiede però se la migliore soluzione sia effettivamente evitare la rottura: a suo giudizio Rousseau più di una volta ha dimostrato di essere "un sistema chiuso, inadeguato a gestire dati tanto importanti, prono ad essere forzato, senza adeguati mezzi di scrutinio pubblico ed in mano ad un soggetto che lo ha centralizzato e utilizzato - anche ora - come strumento di potere ad uso personale". Si potrebbe pensare ad esempio al recupero della base dati sottesa per passare a un sistema più aperto e partecipato, "magari secondo le linee guida del Software Aperto e Libero, che possa davvero rispecchiare gli ideali con cui lo stesso Movimento era nato". Rimane comunque l'ombra di un mancato accordo tra le parti: se non si riuscisse a trovare un punto d'incontro, Flora è pronto a scommettere su "contenziosi a non finire per la proprietà non tanto di una piattaforma antiquata e inadatta, ma dei dati sottesi". Che rappresentano appunto "la vera miniera d'oro del Movimento".

Quali sono e a cosa servono i dati in mano a Casaleggio

Ma da cosa è formata questa "miniera d'oro"? Non solo i dati sensibili, come anagrafica, contatti, ecc. Ma soprattutto - e lo spiega bene anche la privacy policy - le interazioni con la piattaforma e i social network: "Se un interessato utente di un social networks visita le nostre pagine web, mentre è collegato al proprio account social, i suoi dati personali potrebbero essere associati all’account social. Anche nel caso in cui si utilizzino le funzioni del plug-in, le informazioni saranno associate all’account social". Questo non vuol dire ovviamente che l'associazione può "spiarci" sui social, ma che i dati aggregati possano servire alla profilazione dei propri utenti è ormai cosa nota. E infatti tra le finalità della policy si ammette che, seppur in modo anonimo, la raccolta dei dati può essere usata per "ricerche/analisi statistiche" volti a misurare il funzionamento del sito, misurare il traffico e valutare usabilità e interesse. Naturalmente, non essendo la piattaforma Rousseau un soggetto commerciale, i dati raccolti non vengono ceduti a terzi per finalità di marketing. Ma questo non toglie che in mano all'Associazione resti una quantità di informazioni sugli iscritti a cui il Movimento 5 Stelle non vuole rinunciare.

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