"Ddl Zan da modificare". Bassetti non lo affossa. Il Pd lo tira per la tonaca

I vescovi: "Dialogo, ma dev'essere cambiato". La sinistra fraintende il messaggio ed esulta

"Ddl Zan da modificare". Bassetti non lo affossa. Il Pd lo tira per la tonaca

Sul tema dell'omotransfobia «si può discutere, qualcosa si può fare» ma «in un dialogo aperto e con una profonda convergenza». Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, non cambia idea sul ddl Zan e rivendica la nota dei vescovi italiani, mettendo anche dei paletti sull'attuazione del disegno di legge: «Ogni essere umano va difeso e tutelato» ma «è necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative», hanno scritto recentemente i vescovi italiani.

Ieri, all'indomani della manifestazione nelle piazze italiane del mondo Lgbt a sostegno del disegno di legge firmato da Alessandro Zan, il porporato è stato interpellato nuovamente sul tema.

«La legge potrebbe essere fatta meglio, andrebbe più corretta che affossata», ha sottolineato Bassetti a margine della messa celebrata a piazza del Popolo, a Roma, dedicata al mondo della comunicazione. «Io penso che la legge potrebbe essere fatta meglio perché la legge deve essere chiara in tutti i suoi aspetti. Chiedo solo chiarezza». Ambienti della Cei riferiscono che non si tratta assolutamente di un'apertura.

«C'è grande preoccupazione - fanno notare al Giornale fonti della Conferenza episcopale italiana - il ddl Zan così come è non deve passare. Non deve esserci alcuna discriminazione verso nessun essere umano, ma bisogna dire no alla legge sul reato di opinione».

Il numero uno dei vescovi italiani ha poi precisato: «Siamo per la difesa e la dignità di tutti, di qualunque uomo e donna. Bisogna sempre difendere i diritti della persona. Mai omologare», ha aggiunto l'arcivescovo di Perugia.

Nessuno spiraglio di apertura, dunque. Solo la precisazione che «occorre dialogare e non lasciare al giudice l'interpretazione di decidere ciò che è reato e ciò che non lo è», continuano ancora da ambienti dell'episcopato.

Il Pd ha interpretato le parole del cardinale Bassetti come un'apertura e ha preso la palla al balzo tirandolo per la «veste»: «Il presidente della Cei Bassetti riconosce che il ddl Zan non vada affossato, semmai migliorato. L'unico modo per non affossarlo è approvarlo immediatamente, evitando rimbalzi infiniti tra le Camere. Le modifiche si possono fare al primo provvedimento utile successivo», ha scritto su Twitter Carmelo Miceli, deputato dem e componente delle commissioni Giustizia e Antimafia.

Precisano da viale Aurelia, sede della Cei. «Resta ferma la nota dei vescovi italiani», in cui si ribadisce il «sostegno a ogni sforzo teso al riconoscimento dell'originalità di ogni essere umano e del primato della sua coscienza». Tuttavia, «una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l'obiettivo con l'intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna». Ovvero, la legge in discussione al Senato non si deve prestare «ad ambiguità interpretative» né può combattere la discriminazione con l'intolleranza.

L'auspicio, dunque, «è che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale, in cui anche la voce dei cattolici italiani possa contribuire alla edificazione di una società più giusta e solidale».

«Non si può spaccare un Paese su questo tema - concludono fonti della Cei - la discriminazione non deve esserci per nessun essere umano, ma bisogna togliere dal disegno di legge il reato d'opinione. Non si può lasciare al giudice l'interpretazione». Su questo il mondo cattolico è compatto, e anche una buona fetta del Pd.