Del Debbio a Salvini: "Grazie ma non mi candido a Milano"

Il conduttore di Quinta colonna a Un giorno da pecora: "Dico un no definitivo e faccio anche una scommessa..."

Del Debbio a Salvini: "Grazie ma non mi candido a Milano"

Il leader della Lega, soffermandosi sul prossimo candidato del centrodestra a Milano, ha indicato a chiare lettere il nome di Paolo Del Debbio: "Già fece l'assessore alle periferie e alla sicurezza a Milano con la giunta Albertini e in questi anni è cresciuto come giornalista. Si è allontanato dalla politica dei partiti, si dedica però nel suo lavoro anima e corpo agli ultimi, ai dimenticati, a chi ha di meno. A me piacerebbe e continuerò ad insistere perché so che ama Milano come e più di me". A stretto giro di posta, però, Del Debbio gela lo slancio di Salvini. "Lo ringrazio ma voglio fare il mio lavoro di giornalista", dice Del Debbio nel corso di un'intervista a "Un giorno da pecora" (Radio 2).

"Dico un no definitivo e faccio anche una scommessa - aggiunge Del Debbio - se poi mi candido, mi raso i capelli a zero da un lato". Il conduttore di Quinta Colonna ha ripetuto che "è totalmente falso che sarà il prossimo candidato per il centrodestra a sindaco di Milano. Ma è vero che me lo hanno chiesto in molti. Lo chiedono a me perché forse sono popolare per via della trasmissione. Si vede che non hanno nessun altro a cui chiedere...".

I conduttori di "Un giorno da pecora", Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, insistono sulla candidatura di Milano, e indicano il nome di Daniela Santanchè come possibile candidata. De Debbio non si sbilancia: "Non credo che lei voglia candidarsi". E alla
domanda "si dice che lei sia il più apprezzato dalle casalinghe", risponde con oroglio: "Si, sono l’idolo delle casalinghe, ho notato che miinvitano tutte a casa a mangiare i tortelli". E ancora: "Si sente un po' il Santoro del centrodestra?" "Per me questo parallelo è un onore, ma non sono alla sua altezza, lui è un maestro". Poteva mancare l'accusa di populismo? "Si, sono populista - dice Del Debbio - e me ne vanto". E alla domanda se preferisca uno come Renzi o come Salvini, risponde che non gli piace "nessuno dei due. Oggi - sentenzia - non mi sento rappresentato da nessuno".

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