Diciotti, Salvini pensa di farsi processare: "Non ho bisogno dell'immunità"

Il leader della Lega sta pensando di rinunciare all'immunità sul caso Diciotti: "È grave che un potere dello Stato intervenga su un altro potere dello Stato"

Diciotti, Salvini pensa di farsi processare: "Non ho bisogno dell'immunità"

Salvini ne è certo: "Giuristi mi dicono che l'iniziativa contro di me è infondata". La richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal tribunale dei ministri di Catania ieri è esplosa come una bomba sulla politica italiana. Il capitolo "Diciotti" sembrava chiuso quando la procura etnea, guidata da Carmelo Zuccaro, aveva chiesto l'archiviazione del caso. Ma le tre toghe del tribunale speciale hanno deciso di mettere alla sbarra il ministro dell'Interno.

La giunta per le autorizzazioni a procedere ha già ricevuto gli atti e la settimana prossima si riunirà per valutare i documenti e scrivere la relazione da spedire al Senato. Poi ci sarà il voto. I numeri sembrano blindare Matteo Salvini, anche se c'è l'incognita M5S. Lui, però, sembra essere pronto a farsi processare.

Ad affermarlo è lo stesso ministro dell'Interno in una diretta Facebook: "Sono tentato di dire andiamo avanti. Processatemi - dice - Voglio vedere se si può processare un ministro perché fa quello che deve". Anche Marco Travaglio, ieri sera a Otto e Mezzo, ha confermato il desiderio del leader leghista di tirare dritto e trasformare l'azione dei magistrati in più voti alle europee.

La tentazione è tanta. Certo, Salvini rischia dai 3 ai 15 anni di carcere per "sequestro aggravato di persona". Ma la strada per la condanna sarebbe ancora lunga e la valenza politica prepotente. "Non posso credere a quanti magistrati e avvocati mi abbiano messaggiato per dirmi di andare avanti - dice il leghista - che questa cosa non sta in piedi. Per questo sto riflettendo sull'atteggiamento dal tenere in Senato". E l'atteggiamento potrebbe essere quello di rinunciare all'immunità: "Questa non è una vicenda personale. Quindi sarei tentato di dire andiamo avanti, processatemi. Però è grave che un potere dello Stato intervenga su un altro potere dello Stato. Al Senato chiederò se siamo ormai in una Repubblica giudiziaria".