La difficile convivenza con M5s e Pd

L'azzurro Giacomoni: governare vuol dire fare sintesi pragmatica

La difficile convivenza con M5s e Pd

Ci sono momenti in cui la sintonia con gli alleati di centrodestra è più forte e appassionata che con i nuovi compagni di strada del governo Draghi di unità nazionale. «Sospendere il cashback e aggiungere queste risorse, pari a circa 5 miliardi, al prossimo decreto del governo destinato ai ristori» chiede Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, in una lettera al presidente del consiglio, Mario Draghi. Aggiunge: «Ci auguriamo che la sua concretezza prevalga».

Il tema ha sempre appassionato gli azzurri, che non possono non sentirlo proprio. Eppure l'emergenza della pandemia conduce a una nuova convivenza e alla necessità di mettersi tutti d'accordo, anche con i 5stelle e con la parte meno riformista del Pd, sul decreto Sostegno in arrivo in Parlamento tra una settimana, ma anche sulla riforma fiscale, della giustizia civile e della burocrazia, richieste dall'Europa per accedere ai fondi del Recovery plan.

Così la corda dell'unità nazionale ondeggia, tesa tra le estremità opposte della flat tax, la tassa piatta che chiedeva Forza Italia, e la patrimoniale che è stata simbolo della fiscalità di sinistra. Trovare un equilibrio tra il programma di Forza Italia e la sinistra senza perdere l'identità è il tema su cui il partito si gioca il futuro.

Il centrodestra governa in 14 regioni. Sestino Giacomoni, coordinatore dei coordinatori regionali, membro della presidenza di Forza Italia, commenta: «I 5 Stelle parlano di continuità, la Meloni solo di discontinuità, noi diciamo discontinuità ma nella responsabilità. Il Parlamento, se vuole accedere ai fondi del Recovery, deve trovare una sintesi. Si disegnerà l'Italia dei prossimi vent'anni e dobbiamo tutti contribuire, compresa l'opposizione, la Meloni. Probabilmente in futuro i governi si alterneranno, ma ora è fondamentale lavorare anche con chi ha opinioni distanti dalle nostre».

L'identità è stata al centro della riunione dei vertici azzurri di martedì scorso, membri dell'ufficio di presidenza, ministri e sottosegretari. Clima frizzante, aspettative positive, timori. Si è parlato di congressi dopo le Amministrative, di una campagna adesioni aperta ai militanti e anche a chi vuole fare vita di partito. Il governo è di unità nazionale ma Forza Italia, è il progetto, punta anche a una sua vita parallela.

Un vero e proprio confronto in Parlamento in questi giorni non c'è, e bisognerà attendere una settimana per l'arrivo dei primi provvedimenti. Attesa e preoccupazione si mescolano. Su tasse giustizia e burocrazia le opinioni sono molto diverse, soprattutto con i 5stelle. «Per tutti noi è un'esperienza nuova, la preoccupazione è vera perché stare al governo - dice ancora Giacomoni - significa sintesi pragmatica sulle cose da fare. A questo serve un esecutivo di unità nazionale: tutti dovremmo mettere da parte gli interessi di parte per il bene del Paese. Stiamo vivendo la terza guerra mondiale».

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