Disney si inventa una Elsa icona gay

La protagonista di "Frozen" potrebbe trovare una fidanzata e fare "coming out"

Niente più principe azzurro, il lieto fine forse sarà Arcobaleno: Elsa di Frozen ha le potenzialità per diventare un'icona gender. Perché già al debutto del film della Disney, nel 2013, i fan avevano percepito il personaggio di Elsa come un'eroina lgbt e nel 2016 c'era stata una petizione online a cui è seguito un gran dibattito tra favorevoli e contrari. I dettagli sul cast e la trama non sono stati ancora rivelati, se non la data precisa: il film uscirà il 27 novembre 2019. All'inizio, la regista non aveva risposto chiaramente alle domande dei giornalisti, ma aveva lasciato intendere, non confermando né negando: aveva lasciato aperta la questione. E finora, nessuno della produzione si era mai sbilanciato, nonostante le richieste e gli hashtag #GiveElsaAGirlfriend. La canzone Let It Go (in italiano «All'alba sorgerò») è stata interpretata da molti come una metafora di coming out. Il testo della canzone dice: «Nessun ostacolo per me, perché d'ora in poi troverò la mia vera identità e vivrò, sì, vivrò per sempre in libertà». Ma adesso è la stessa regista, Jennifer Lee, a non escludere il fatto che la principessa Elsa potrebbe avere una relazione al femminile. La Lee ha dichiarato «stiamo affrontando il tema, ne stiamo parlando e siamo consapevoli di tutti questi aspetti. Sarà la stessa Elsa a dirmi dove condurla». La voce di Elsa, la cantante e attrice Idina Menzel, ha detto: «Sono molto emozionata che questo dibattito stia avvenendo. Non posso promettere nulla, ma nel profondo sono davvero felice che le persone ne parlino e dei giovani che hanno difficoltà ad accettarsi mi scrivano riconoscendosi».

Una fidanzatina per Elsa? Ma non sarebbe la prima volta. Forse sarà la prima volta in cui il tema dell'omosessualità al femminile verrà portato sugli schermi Disney in maniera diretta e non filtrata. Anche Le Tont del nuovo remake di La Bella e La Bestia sarebbe attratto da un ragazzo, Gaston. Il regista, Josh Gad, aveva dichiarato «Le Tont è un personaggio che un giorno vorrebbe essere come Gaston e un altro giorno vorrebbe baciare Gaston». Ma si trattava di un personaggio secondario. Anche nella serie televisiva Disney, intitolata Marco e star contro le forze del male, ci sono stati due baci gender. Però, non è stata una cosa così incisiva: la serie è stata trasmessa solo su Disney Channel. Ora il messaggio avrà più peso: a portarlo sarà la protagonista assoluta e amatissima di uno dei cartoni preferiti dalle bambine.

Tornando indietro potremmo comunque pensare a Lady Oscar: gli abiti dandy, i capelli lunghi e biondi, forte, tenace, abile con la spada, comandava le guardie ed era un'icona velata che andava sin giro con la spada e si innamorava della Regina di Francia. E molto del messaggio contenuto nella frase «tuo padre voleva un maschietto, ma ahimè sei nata tu, nella culla ti ha messo un fioretto, lady dal fiocco blu», oggi sarebbe percepito come maschilista e retrogrado. Ma i cartoni giapponesi erano anche abbastanza espliciti in senso eterosessuale, con Lupin che non nascondeva la sua attrazione per Margot/Fushiko. Anche in Sailor Moon c'era una sorta di amicizia molto stretta tra Sailor Urano e Sailor Nettuno. Come anche nei Cavalieri dello Zodiaco: Andromeda, il cavaliere dall'armatura rosa, sembrava innamorato del Cavaliere dei pesci. Chiaramente tutta la tradizione giapponese, derivante dai più audaci manga era permeata da una sorta di velo allusivo. Insomma, si lanciava il sasso. E i bambini capivano già tante cose.

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