Dl Sicurezza, tensioni nei 5s: i dissidenti contro il governo gialloverde

Monta il malumore tra i Cinque Stelle. Di Maio convoca l'assemblea. La Nugnes diserta: "Voterò contro". Anche Mantero si ribella E ora il decreto è appeso a un filo

Dl Sicurezza, tensioni nei 5s: i dissidenti contro il governo gialloverde

Nervi a fiori di pelle all'interno del Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio ha convocato, per le 21.30 di stasera, un'assemblea congiunta per sciogliere i nodi relativi ai dossier più spinosi: dal Tap al decreto Sicurezza, passando per la manovra economica. Ma, nonostante il premier Giuseppe Conte abbia esortato tutti quanti a "rispettare il contratto di governo", la riunione verrà disertata dalla senatrice Paola Nugnes, tra i più accesi oppositori del decreto targato Matteo Salvini. "Siamo fuori tempo massimo - ha spiegato all'Adnkronos - per parlare del decreto sicurezza e per cercare un modo di partecipare e collaborare". Anche Matteo Mantero non sarà presente. Dice che è "per motivi di tempo", ma fa anche sapere che è seriamente orientato a non votare "anche se ci fosse la fiducia".

I numeri ora si contano sul bilancino. Ce n'è uno solo di differenza tra maggioranza e opposizione in commissione Affari costituzionali del Senato, mentre ce ne sono sedici di differenza a favore di Lega e Cinque Stelle a Palazzo Madama. Su questi numeri si potrebbe giocare la tenuta del governo gialloverde sul decreto Sicurezza, tanto più se, come sembra sempre più plausibile, l'esecutivo dovesse porre la fiducia. Se in commissione, tuttavia, non dovessero sorgere problemi e il provvedimento dovesse essere licenziato senza incidenti, come del resto sta accadendo nelle votazioni sugli emendamenti, la questione dei numeri potrebbe rappresentare un pericolo durante l'esame in Aula, dove il provvedimento approderà lunedì prossimo. "Sono convinto che alla fine il buon senso prevarrà, che le nostre diverse sensibilità si possano trasformare in arricchimento - assicura il senatore Nicola Morra - sono fiducioso che si possa concludere l'iter di questo importante provvedimento con successo". Tutto, però, si gioca su una manciata di voti dal momento che i numeri della maggioranza a palazzo Madama non garantiscono ampi margini di sicurezza.

"Nel contratto di governo era previsto che ci fosse una politica diversa rispetto al passato in tema di sicurezza e di contrasto all'immigrazione clandestina e il decreto va proprio in questa direzione - ricorda il capogruppo della Lega alla camera, Riccardo Molinari - siamo fiduciosi che gli amici 5 stelle rispettino il contratto come stiamo cercando di rispettarlo noi anche sui punti che magari ci convincono meno". Con i 58 senatori del Carroccio e i 109 grillini, l'esecutivo ha una maggioranza di 167 voti. Le altre forze di opposizione, invece, possono contare su 151 voti. La differenza è, quindi, di sedici voti. Al momento, oltre alla Nugnes e a Mantero, i "dissidenti" grillini usciti allo scoperto sono Elena Fattori e Gregorio De Falco. "Siamo tutti compatti come una testuggine, bisogna vedere però in che direzione va questa testuggine - commenta Mantero - in questo momento ha 'scarrocciato' verso destra, bisognerebbe riportarla più al centro della strada".

Se dovessero confermare tutti di non votare a favore del decreto, la maggioranza scenderebbe a 163, due voti in più rispetto alla maggioranza assoluta. Ne consegue che, anche se tutte le opposizioni dovessero votare compatte contro, il governo non avrebbe problemi. La questione diventerebbe più delicata qualora il malumore dentro i Cinque Stelle dovesse aumentare e conquistare altri voti. Per mettere a rischio la maggioranza, la fronda dei "dissidenti" dovrebbe crescere e arrivare ad almeno una decina di voti. A quel punto, sarebbero solo un paio i voti di scarto a vantaggio della maggioranza e non sarebbero consentite assenze ingiustificate che potrebbero davvero mettere a repentaglio la tenuta del governo. Un voto contrario, però, potrebbe anche dare il via a una raffica di espulsioni dal Movimento 5 Stelle. "Vi ricordate la barzelletta di quello che viaggiava in auto e sentiva la radio che annunciava un pazzo contromano in autostrada e poi si rendeva conto che quel pazzo era lui? Ecco - sottolinea Mantero - se ad un certo punto mi rendo conto di andare contromano capisco da solo che non è più l'ambito in cui devo stare e me ne torno a casa".

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