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Doppio assalto contro Fdi e i giovani leghisti

Aggrediti i militanti del liceo Visconti. Arianna: "I figli dell'odio"

Doppio assalto contro Fdi e i giovani leghisti
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Se è vero che lo stato di salute di una democrazia si valuta anche dalla libertà di parola e di pensiero, l'Italia non sta benissimo. E non perché c'è la "repressione" del governo, come amano dire a sinistra, ma perché proprio da quelle parti stanno crescendo giovani politici che sono incapaci di confrontarsi con chi ha un pensiero diverso dal loro. L'ennesimo esempio di violenza politica arriva da Roma, Liceo Visconti, il più antico della Capitale: qui la Lega Giovani ha provato a fare un volantinaggio come tanti all'esterno della scuola ma i suoi militanti sono stati aggrediti verbalmente dal collettivo rosso dell'istituto.

"O la pensi come loro, o non puoi volantinare. Torneremo ancora davanti alla scuola, orgogliosamente, in difesa dei principi della democrazia", ha dichiarato l'onorevole Luca Toccalini, deputato e coordinatore federale della Lega Giovani, che si trovava davanti all'istituto. Non è il primo e non sarà l'ultimo episodio di questo tipo e l'unico motivo che viene addotto dai collettivi per le aggressioni è sempre il solito: sono fascisti che provocano. E lo è chiunque non la pensi come loro, come dimostra la foto a testa in giù dell'onorevole condivisa successivamente ai fatti da quello che sembra essere uno studente di quella scuola, accompagnata dalla scritta: "Non c'è spazio per voi al Visconti, leghisti di m".

Se una parte politica, ancor peggio se giovanile, si convince di detenere il monopolio della verità morale, finisce inevitabilmente per percepire il dissenso non come un'opinione divergente da confutare, ma come un errore o una colpa da silenziare. Ed è così che a Toccalini è stato anche rilanciato, colpendolo sul volto, uno dei volantini che la Lega Giovani stava distribuendo all'esterno della scuola.

Troppo spesso tra i giovanissimi i dialoghi sono stati sostituiti dai monologhi confermativi, bolle dentro le quali si esprime un solo pensiero dal quale sentirsi confortati, com'è accaduto al Liceo Laura Bassi di Bologna dove, durante un'assemblea di istituto, un'attività è stata dichiaratamente svolta da militanti del Partito Comunista Rivoluzionario senza contraddittorio, anzi, al grido di "fuori i fascisti".

Dalle violenze verbali il passo verso altre violenze è sempre più corto e si arriva poi allo sfregio delle sedi politiche, usate come totem da marchiare, se non peggio, per dimostrare superiorità. L'ultima a farne le spese è la sede storica di Fratelli d'Italia nel quartiere della Garbatella di Roma, che è stata devastata da ignoti con scritte offensive ed enormi simboli con falce e martello.

"Fasci di m", "Falsa", si legge sulle saracinesche deturpate: sembra che la sinistra radicale sia attivamente impegnata in una sorta di "ripulitura" ideologica del territorio da tutto ciò che contrasta con ciò che loro considerano giusto.

"Eccoli qui i figli dell'odio, gli intolleranti, i violenti, quelli che poi scendono in piazza per fare disordini e aggredire le forze dell'ordine", ha dichiarato Arianna Meloni, che in quella sede è cresciuta politicamente insieme a sua sorella Giorgia: sono stati numerosi gli attestati di solidarietà per FdI.

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