Dosi in calo, freno ai vaccini. E Figliuolo "arruola" le star

A luglio forniture più scarse del previsto, protesta delle Regioni in difficoltà. Ecco lo spot per vaccinarsi

Dosi in calo, freno ai vaccini. E Figliuolo "arruola" le star

I vaccini devono correre più delle varianti. Ma il commissario straordinario all'emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, deve fare i conti con le forniture che in luglio saranno più scarse del previsto, meno 5 per cento, e la diffidenza dei cittadini, inevitabile conseguenza dei continui cambi di rotta su Astrazeneca. Ma quello che può rallentare davvero la campagna è il nemico forse più subdolo di tutti: la sensazione che si sia oramai fuori pericolo e che non sia poi così necessario sottoporsi alla profilassi. Per questo Palazzo Chigi sta rilanciando sui social il messaggio sull'importanza della vaccinazione legato all'hashtag gusto del futuro con testimonial noti come Ambra Angiolini o Amadeus e gente comune.

Figliuolo soprattutto dopo il monito lanciato due giorni fa dal premier Mario Draghi, ammette di guardare con preoccupazione alla diffusione della variante Delta e di eventuali nuove mutazioni . «In una pandemia come questa si aggiungono sempre nuovi capitoli. Se pensiamo a vaccini e varianti, oggi abbiamo la variante Delta che sta imperando nel mondo europeo, stiamo vedendo quello che sta succedendo in Gran Bretagna. - ragiona il generale - Se sono preoccupato? Credo preoccupi tutti, ma gli scienziati ci dicono di aver fiducia nella scienza e noi sappiamo che statisticamente le persone che hanno ricevuto tutte e due le dosi sono veramente protetti dall'ospedalizzazione o dalla terapia intensiva o dall'evento più nefasto. Questo è molto importante, ma deve indurci a continuare comportamenti corretti».

Ma secondo i dati della Fondazione Gimbe i conti sulle dosi consegnate e attese non tornano. Al 23 giugno risultano consegnate 50.320.824 dosi, pari al 66 per cento di quelle previste per il primo semestre 2021. E per Gimbe «è certo che non arriveranno 18,6 milioni di dosi entro fine mese».

Figliuolo però rivendica i risultati raggiunti: «Noi ci stiamo provando in tutti i modi siamo a oltre 48 milioni di somministrazioni. Credo sia un ottimo traguardo, chiaramente si può fare sempre meglio. Quando sono arrivato eravamo a poco più di 4 milioni di vaccini», ricorda il generale con una stoccata la precedente commissario, Domenico Arcuri.

A preoccupare le regioni è la fornitura delle dosi anche alla luce del cambio di rotta su Astrazeneca. Per i richiami ora occorrono più dosi di Pfizer e Moderna per gli under 60. Ma proprio per Pfizer le previsioni indicano un taglio del 5 per cento rispetto alle previsioni.

In Piemonte ad esempio in luglio la disponibilità previsionale è inferiore di circa 160 mila dosi rispetto al mese di giugno. «La carenza di dosi incide sulla velocità alla quale possiamo procedere - spiega il presidente Alberto Cirio - Ho chiesto al generale Figliuolo un incremento delle forniture ma mi ha spiegato che la riduzione dipende dalle consegne di Pfizer per l'Italia dandomi però la massima disponibilità per garantire al Piemonte la somministrazione dei richiami e il mantenimento di almeno 38mila vaccinazioni al giorno».

Le somministrazioni giornaliere dopo un pesante rallentamento ora sono tornate stabilmente oltre il mezzo milione. Ma il target di Figliuolo era più ambizioso, puntava a 700mila: traguardo per ora lontano. Se si mantiene questo ritmo la copertura dell'80 per cento della popolazione verrà raggiunta soltanto a metà settembre.

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