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Doveva essere la Stalingrado d'Italia, è stata la Caporetto

In Puglia vince ovunque il centrodestra, con il Partito Democratico che chiude addirittura terzo

Doveva essere la Stalingrado d'Italia, è stata la Caporetto

Doveva essere la Stalingrado d’Italia invece è stata la Caporetto.

Lo aveva promesso Michele Emiliano dicendo che il centrodestra avrebbe dovuto “sputare sangue” per passare in Puglia. E invece su 15 collegi uninominali 14 vanno al centrodestra e 1 al movimento 5 stelle.

E beffa tra le beffe è che Matteo Salvini sarà senatore pugliese, scattando in questa regione il suo seggio al plurinominale.

Il movimento 5 stelle però è primo partito come in tutto il Sud, mentre l’unico collegio in tutto il Mezzogiorno in cui Fratelli d’Italia è primo partito è quello di Lecce, dove è stato rieletto Raffaele Fitto. Che torna nel Parlamento italiano ed è il più papabile per ricoprire il ruolo di Ministro del Sud.

Il centrodestra in Puglia prende tutti i collegi uninominali del Senato tra cui la riconferma del sottosegretario Francesco Paolo Sisto ad Andria, a Foggia Anna Maria Fallucchi; a Bari Filippo Melchiorre; a Taranto Maria Vita Nocco; a Lecce Roberto Marti.

Alla Camera su 10 seggi, 9 vanno al centrodestra e uno al M5S, quello vinto da Pellegrini nel collegio di Foggia a casa di Giuseppe Conte (che a Volturara prende l’85 per cento). Nell’uninominale di Cerignola Giacomo Diego Gatta supera e doppia quasi il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese (Pd), delfino del governatore Michele Emiliano; ad Andria eletta Mariangela Matera; a Bari Davide Bellomo; a Molfetta Rita Dalla Chiesa; ad Altamura il sottosegretario Rossano Sasso; a Taranto Dario Iaia; a Brindisi Mauro D’Attis; a Lecce Saverio Congedo; a Galatina, Alessandro Colucci.

Il ko di Emiliano

In Puglia “il grande sconfitto in questa campagna è il Pd ed Emiliano - ha commentato Marcello Gemmato coordinatore regionale di Fdl- questo risultato ci proietta verso una campagna elettorale che passa prima per le Comunali di Bari e poi per le Regionali. C’è grande gioia - ha aggiunto - vediamo realizzato un sogno: Fdi primo partito d’Italia e Giorgia Meloni si accinge a diventare il presidente de Consiglio, prima donna nella storia della nostra Repubblica. In Puglia otteniamo un risultato importante, siamo la prima Fdi nel Meridione”. La stessa cosa ha detto Mauro D’attis, coordinatore regionale di Forza Italia: “Con l’11.50%, pari a circa 200 mila voti, in Puglia Forza Italia porta a casa uno dei migliori risultati in Italia”.

Scoppia il putiferio invece nel Pd, e siamo già alla notte dei lunghi coltelli. Il sindaco di Bari Antonio Decaro dà la colpa ai capicorrente del Pd, di cui lui stesso è un esemplare. “Abbiamo perso. Ha perso il Partito Democratico” ha scritto su facebook "non serve provare a giustificarci falsificando la realtà ma occorre smantellare l'intero modello su cui il Pd si fonda: basta con i capi corrente che fanno e disfano le liste a propria immagine e somiglianza - dice - basta con questo esercizio del potere per il potere, basta con l'autoconservazione come unico scopo della politica”. Eppure proprio la candidata da lui scelta Bari la scienziata Luisa Torsi, e sostenuta anche da Nichi Vendola, è arrivata terza.

Ricordiamo infatti che tutti i candidati pugliesi sono stati scelti in una riunione a porte chiuse tra Letta, Boccia, Decaro ed Emiliano. La corrente pugliese del Pd di cui loro tre sono i capocorrente, con grande ipocrisia di Antonio Decaro che fuori dalla Puglia finge di essere alieno a questo sistema. Sono loro tre che fanno e disfano le liste pugliesi, lasciando per strada morti e feriti tra cui consiglieri regionali o l'ex senatore Dario Stefano, esclusi dalle liste, che oggi accusano i tre cacicchi del pd pugliese.

Tra loro è eletto anche Claudio Stefanazzi, il capo di gabinetto di Emiliano (senza tessera pd) con lui imputato per finanziamento illecito per le primarie contro Renzi.

Gli esclusi eccellenti

Mentre Emiliano prova a nascondere la sconfitta dicendo che lui voleva un'alleanza con i 5 stelle, che auspica ora venga ricostruita come nella sua giunta regionale.

Resta fuori dal Parlamento anche la virostar Pierluigi Lopalco, candidato all’uninominale senato di Lecce, che conserva il posto in consiglio regionale.

Rimarranno in consiglio regionale a sostenere Emiliano anche tutti gli uomini di Massimo Cassano candidati in Azione. Lo stesso Cassano non viene eletto con Calenda, rimanendo capo dell’agenzia regionale per il lavoro (che gestisce i navigator). Fuori Teresa Bellanova forse Mara Carfagna verrà ripescata con i resti rispetto a un risultato di Azione tra i più bassi d’Italia.

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