Draghi e sindacati, trovato l'accordo: cassa integrazione anti-licenziamenti

Trattativa fiume, impegno a usare gli ammortizzatori. La sfida del "patto sociale"

Draghi e sindacati, trovato l'accordo: cassa integrazione anti-licenziamenti

«Le parti sociali alla luce della soluzione proposta dal governo sul superamento del blocco dei licenziamenti, si impegnano a raccomandare l'utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro». Questa è la parte principale dell'avviso comune firmato dal presidente del Consiglio Draghi e dai ministri dell'Economia e del Lavoro, Franco e Orlando, con Cgil, Cisl e Uil dopo un estenuante pomeriggio di confronto a Palazzo Chigi.

In buona sostanza, il sindacato sotterra (per il momento) l'ascia di guerra, sperando in una moral suasion del governo nei confronti delle imprese. Per ora si accontentano dei criteri selettivi del blocco ai licenziamenti che varranno per tessile, moda e calzaturiero oltre alle 13 settimane di cigs in più per le piccole e grandi aziende in crisi. «A questo si aggiunge - ha sottolineato il segretario della Cisl , Luigi Sbarra - un importante avviso comune tra Cisl, Cgil, Uil, Confindustria, Confapi, sistema delle coop, patrocinato dal governo con cui gli imprenditori si impegnano, prima di avviare interventi di risoluzione dei rapporti di lavoro , ad utilizzare tutti gli strumenti istituzionali e contrattuali a disposizione e previsti dalla legge». Dunque: cassa integrazione, ma anche contratti di solidarietà difensivi ed espansivi , intese di riduzione/rimodulazione orario di lavoro Quarto elemento qualificante dell'accordo, prosegue, «è un nuovo tavolo di monitoraggio a Palazzo Chigi tra il governo e Cgil, Cisl Uil per verificare l'andamento dell'intesa e risolvere eventuali situazioni di criticità». Nell'intesa siglata nella sede del governo, infatti, le parti «auspicano e si impegnano, sulla base di principi condivisi, ad una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all'avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua».

Il tavolo predisposto dal governo si è trasformato in una vera trattativa. Come confermato dalla serie di pause - almeno tre - che sono state richieste dal premier durante il vertice per confrontarsi col ministro dell'Economia Daniele Franco e con quello del Lavoro Andrea Orlando, necessari per approfondire le richieste di cui i sindacati. Che inizialmente puntavano ad allargare le maglie della proroga del blocco. La mediazione sulla strada strettissima delle richieste dei leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini (in foto), Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. Visto che il blocco scade oggi si è trovato il punto dicaduta sulle 13 settimane di cassa integrazione gratuita per tutte le crisi aziendali aperte al Mise, Prefetture e Regioni con l'impegno per chi le richiede di non licenziare.

I leader sindacali volevano di più e, reduci dalle manifestazioni di piazza, all'esecutivo hanno ribadito il «no» alla selettività rilanciando la loro proposta che è stata rivolta anche direttamente a Confindustria: un impegno delle imprese a ricorrere in ogni caso a 12 settimane di Cig ordinaria a zero ore, prima di ogni decisione, che rappresenterebbe di fatto una proroga del blocco dei licenziamenti a ottobre, per tutti, e non selettivamente tutelando solo i lavoratori dei settori maggiormente in crisi come la filiera del tessile e della moda.

Il canale di confronto è rimasto aperto ieri per tutto il giorno anche con Viale dell'Astronomia per tentare di arrivare con una soluzione definita in Consiglio dei ministri È il primo passo di un percorso che mira ad arrivare alla «pace sociale». Nessuno vuole davvero un autunno caldo.

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