Sinistra-destra. Meglio nemici che ricattati

Forza Italia abbandona il Patto del Nazareno col Partito democratico di Matteo Renzi e su Mediaset piombano alcune tasse aggiuntive

Strane coincidenze. Forza Italia abbandona il Patto del Nazareno col Partito democratico di Matteo Renzi e su Mediaset - l'azienda di Berlusconi, capo di Forza Italia - piombano alcune tasse aggiuntive. Proviamo, allora, a formulare un paio di ipotesi. Prima: Mediaset doveva comunque pagare quelle tasse, ma non le pagava perché Berlusconi appoggiava il governo. Ipotesi alquanto inverosimile. Le aziende di Berlusconi sono già fra i maggiori, se non il maggiore contribuente nazionale e sono così pubblicamente esposte che sarebbe loro pressoché impossibile non pagare le tasse o pagarle meno del dovuto senza diventare un caso. Che senso avrebbe minacciare di far pagare loro una parte marginale di imposte che già pagano abbondantemente? Ma, diciamolo ugualmente, se fosse concreta saremmo di fronte ad un uso (distorto) della fiscalità come forma di pressione politica: se, e fino a quando appoggi il governo, il governo ti esenta dalle tasse che dovresti pagare. Seconda ipotesi, complementare alla prima: poiché hai abbandonato il governo, il governo ti punisce facendoti pagare le tasse che non ti faceva pagare. Siamo palesemente nel campo della fantapolitica, ma, con i tempi che corrono, neppure tanto fantastica.

Più concreto, del resto, era stato il sospetto che nel 1994, con la probabile eventualità del Pds al governo, se ne fosse adombrata la confisca e la nazionalizzazione, e che, a tale pericolo, fosse dovuta la discesa in campo del Cavaliere. Che, salvando se stesso, avrebbe, di fatto, salvato il Paese da una vera iattura. Perciò, c'è da augurarsi che, ora, un'ipotesi analoga non sia concreta. Se fosse concreta, la nostra sarebbe una democrazia viziata e perciò stesso malata e a Berlusconi - che non salverebbe ugualmente le sue aziende - sarebbe del tutto inutile fare il reggicoda di un governo socialista. Non spetta, dunque, a Forza Italia smentire l'ipotesi inverosimile, ma, se mai, direttamente, o indirettamente, al governo farlo.

Ho già scritto che il governo Renzi - la forma che ha assunto il Partito unico nazionale da lui stesso voluto - è una anomalia democratica in quanto elimina il contrasto fra centrodestra e centrosinistra che rappresentava la premessa di un bipartitismo perfetto costituito da un centrodestra tendenzialmente liberale e un centrosinistra tendenzialmente socialista. Se il governo si reggesse su un ambiguo ricatto fiscale di uno dei due partner nei confronti dell'altro, la nostra democrazia non si reggerebbe più solo su una anomalia, ma su uno scandalo.

Ho scritto che la fine del Patto del Nazareno potrebbe rivelarsi non un danno, come sostengono molti, ma un'occasione per la costruzione di una democrazia più matura, ripristinando una vera dialettica fra centrodestra e centrosinistra. L'alternanza al governo fra due partiti rappresentativi di due concezioni della politica e due «idee dell'Italia» conflittuali e in concorrenza sarebbe la condizione prioritaria per realizzare un bipartitismo analogo a quello che c'è nelle grandi democrazie dell'Occidente democratico-liberale, dove una volta governa il partito di matrice liberale o conservatrice, l'altra quello di matrice socialista o progressista senza che la democrazia ne soffra. L'idea che l'unità delle forze in campo o, peggio, l'unanimismo del pensiero unico, siano la forma nella quale si debba e possa necessariamente configurare la nostra democrazia è intimamente antidemocratica e illiberale. Essa riflette la strategia attraverso la quale il Partito comunista è riuscito, nel dopoguerra, ad accreditare se stesso come una delle forze democratiche. Ma non è propriamente un buon viatico per la nascita, da noi, di una democrazia liberale. Se mai, come ha mostrato l'esperienza, ne è una sorta di artificiale e pericoloso succedaneo. Ora che si è liberato dei vincoli del Patto del Nazareno, Berlusconi dovrebbe rifletterci seriamente...

 

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