Crisi con la Russia, l'Italia pagherà le follie degli Usa

L'Italia schiererà proprie truppe nei Paesi est-europei ai confini della Russi. L'apertura di questo nuovo fronte della guerra fredda peserà sulle nostre tasche

Crisi con la Russia, l'Italia pagherà le follie degli Usa

La notizia che l'Italia schiererà proprie truppe nei Paesi est-europei ai confini della Russia, preannuncia che a pagare i costi, in termini economici e commerciali, dell'apertura di questo nuovo fronte della guerra fredda, da parte degli Stati Uniti di Barack Obama, sarà l'Italia. L'Occidente non è ben messo, sotto il profilo della leadership. In Italia, abbiamo, in Matteo Renzi, uno dei peggiori presidenti del Consiglio del dopoguerra; gli Stati Uniti, con Obama, hanno il peggior presidente.

Dopo aver chiuso la parentesi della prima guerra fredda - e aver conquistato il sostegno della Russia nella guerra contro il terrorismo islamico - l'apertura di questo nuovo fronte della guerra fredda con il Cremlino è una pura follia di Obama, un presidente ideologico e esibizionista che vuole, evidentemente, far dimenticare le sue origini africane e musulmane. Non erano proprio, questi, il momento e il modo, da parte degli Stati Uniti, di riaffermare la propria leadership mondiale. In Europa, a beneficiarne, sarà la Germania che, in tal modo, rafforzerà il proprio ruolo egemone di guida del continente e a farne le spese sarà l'Italia. Avremmo avuto bisogno di un presidente del Consiglio che avesse la forza, e il coraggio, di dire agli americani che la loro iniziativa nei confronti della Russia è inopportuna per tempistica e modalità. Invece, se dal lato americano, c'è l'esigenza di mostrare i muscoli sotto il profilo politico-elettorale, in coincidenza con la fine della presidenza Obama, da noi, l'Italia che come membro del'Alleanza atlantica non avrebbe potuto sottrarsi all'avventura - c'è quella di mostrare di avere una politica estera che supplisca alle carenze di quella interna. Essersi inimicati il Cremlino dopo averlo coinvolto nella guerra contro il terrorismo islamico è un errore grave che indebolisce la leadership americana sull'Occidente democratico-liberale, rilanciando il ruolo della Russia; frammenta il quadro politico internazionale e fa un danno alla nostra economia. La brutta verità è che, con Matteo Renzi, l'Italia ha un capo del governo del tutto inadeguato, e gli Stati Uniti, con Obama, il peggior presidente della loro storia. Che piaccia o no, anche questi sono effetti della crisi della democrazia rappresentativa. L'Occidente non produce più leader degni di questo nome; siamo nelle mani di dilettanti allo sbaraglio.

Ora, Mosca ridurrà la propria dipendenza commerciale dall'Italia, danneggiandone l'economia e favorendo la Germania. Che ai tempi della prima guerra fredda l'Italia dipendesse dalla leadership americana era nell'ordine delle cose. Adesso, francamente, non lo è più. Matteo Renzi tutto concentrato sul proprio ruolo interno - non pare essersi accorto che il rimescolamento delle carte, a seguito della fine della prima guerra fredda, ha aperto spazi di autonomia anche all'Italia. Bisognerebbe che qualcuno glielo dicesse. Mettere forze militari ai confini della Russia è un errore strategico grave che alimenta il complesso russo dell'accerchiamento e ne produce l'inevitabile reazione. Il mondo, solo per questo, non entrerà in una nova fase di guerra fredda con la Russia. Ma le conseguenze, per noi, oltre che per gli equilibri mondiali, saranno gravi. Non è il caso di tifare per Trump, ma è anche un fatto che Trump sta interpretando in modo efficace la situazione ai fini della propria elezione alla Casa Bianca. Non sarebbe una iattura come dicono, da noi, le sinistre ma, comunque, sarebbe un ulteriore sbilanciamento della politica estera di Washington con cui fare i conti.

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