Due rapinatori uccisi, indagato il gioielliere: "O la mia vita o la loro"

Sotto choc: "Pugni a mia moglie e mia figlia imbavagliata". Accusato di omicidio colposo

Due rapinatori uccisi, indagato il gioielliere: "O la mia vita o la loro"

«C'è stata una colluttazione, mi sono trovato a decidere tra la mia vita e la loro».

Sono queste le parole che Mario Roggero - il gioielliere che nel tardo pomeriggio di mercoledì ha ucciso due rapinatori e feritone un terzo, entrati nel suo negozio di Grinzane Cavour, nel cuore delle Langhe Cuneesi - ha continuato a ripetere quasi come un mantra a chi gli chiedeva cosa era accaduto in quella manciata di minuti nei quali l'impulso di protezione verso la sua famiglia e l'istinto di sopravvivenza, lo hanno indotto ad impugnare la sua pistola - detenuta legalmente - e far fuoco contro i banditi che stavano cercando di far man bassa di orologi, braccialetti e collane d'oro. E per raggiungere il loro scopo non si sono fatti scrupoli a malmenare le titolari del negozio: la moglie e la figlia di Mario Roggero.

«Non provo niente - ha spiegato l'uomo -, mi spiace sia successo un fatto così, ma o io o loro. Con la mano destra ho aperto la cassa, con la sinistra il cassetto in cui sapevo che c'era la mia arma - racconta l'uomo - e simultaneamente ci siamo trovati uno puntato contro l'altro». Toccherà ora agli inquirenti stabilire se la reazione del gioielliere è stata eccessiva, superando il limite della legittima difesa, certo è che in quei pochi istanti in cui si è consumata la tragedia, a Mario Roggero sarà sembrato di rivivere la stessa situazione di sei anni fa, quando due banditi avevano aggredito lui, la moglie e la figlia. Minacciati e malmenati, l'uomo aveva riportato anche la frattura del setto nasale. Quella volta a dare l'allarme era stata la figlia, che insieme ad una delle quattro sorelle lavora nel negozio, che era riuscita a liberarsi dalle fascette con le quali era stata legata prima di essere chiusa in bagno con i genitori. I banditi, arrestati qualche mese dopo, avevano sottratto oro e monili per un bottino che superava i 300mila euro. Un flash, quello vissuto da Mario Roggero, che sicuramente avrà riportato alla mente il terrore, il senso di impotenza, l'impossibilità di proteggere i propri cari, vissuti molto tempo prima ma mai dimenticati. E così questa volta, il gioielliere non si è fatto trovare impreparato.

Fin da subito il commerciante è stato ascoltato dagli inquirenti, prima come persona informata sui fatti e poi, qualche ora dopo è scattato l'avviso di garanzia. Roggero è indagato dalla Procura di Asti per omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa. Un atto dovuto, soprattutto per far chiarezza su alcuni punti precisi della sparatoria.

Provato e sotto choc, Mario Roggero ha postato sul suo profilo Facebook, una citazione di Albert Einstein: «Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno il male, ma da quelle che lo tollerano». Mentre Silvia, una delle figlie si è sfogata sui social in maniera più diretta: «Ieri la mia famiglia è stata coinvolta in un evento molto spiacevole. Il gioielliere di Gallo Grinzane che ha ucciso due rapinatori su tre per legittima difesa è mio padre. Ho fiducia nella giustizia. Prego per le due anime dei rapinatori che hanno lasciato il corpo. Luce a loro». Poi ringrazia: «Le persone che dai balconi hanno applaudito mio papà che ha difeso coraggiosamente mia mamma e mia sorella di fronte a un'arma da fuoco (in realtà una pistola-giocattolo cui però era stato tolto il tappo rosso ndr) puntata con minacce di morte». Se le indagini della procura di Asti sono appena iniziate, il paese delle Langhe trasformatosi in Far West, ha già emanato il suo verdetto, assolvendo Mario Roggero, commerciante conosciuto e stimato, da oltre quarant'anni dietro il banco della gioielleria. Per quanto riguarda le indagini, gli inquirenti hanno stabilito che la pistola utilizzata dai banditi era finta, ma priva del tappino rosso. Hanno fatto irruzione nel negozio dove c'erano la moglie e la figlia, una colpita da un pugno e l'altra immobilizzata con fascette da elettricista, facendosi consegnare numerosi gioielli. Al tentativo di appropriarsi anche del denaro in cassa, il titolare ha reagito sparando. Due malviventi - il torinese Giuseppe Mazzarino, 58 annie e Andrea Spinelli, 45 anni di Bra, entrambi con precedenti penali - sono morti all'ingresso della gioielleria, mentre il terzo, Alessandro Modica, 34enne di Alba, datosi alla fuga pur ferito, nel corso della notte è stato rintracciato all'Ospedale di Savigliano.