Duello finale: Conte imbavaglia Grillo

L'ex premier riscrive lo statuto. Ogni uscita andrà concordata con lui

Duello finale: Conte imbavaglia Grillo

Conte vuole zittire Grillo. Il vero punto di rottura tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo è sulla norma, inserita nella bozza del nuovo Statuto dei Cinque stelle, che blocca, senza il consenso del capo politico, ospitate in tv, interviste ai giornali e comunicazioni politiche sui social per tutti. Senza eccezioni: Grillo compreso. Il comico dovrà dire addio alle uscite a sorpresa sul blog per indirizzare la linea del Movimento, sciogliere i nodi politici o annunciare decisioni importanti. Sarà tutto affidato alla regia di Conte e Casalino. Un passaggio duro da digerire, che avrebbe mandato su tutte le furie Grillo, esautorato dalla sua funzione di oracolo e garante del Movimento. È su questo punto che si consuma la rottura. La tensione è alle stelle. «Al punto che - raccontano fonti del M5S al Giornale Grillo e Conte non si parlano più». Comunicazioni interrotte. Fine.

Matteo Renzi si gode lo spettacolo: «Il M5s diventerà una stella cadente». Le colombe (Stefano Patuanelli e Stefano Buffagni) sono al lavoro per ricucire lo strappo. Ma c'è chi come Sergio Battelli, presidente della commissione Affari europei e vicino a Luigi di Maio, tifa per lo strappo per indebolire Conte. Si infila nello scontro il sindaco di Roma Virginia Raggi: «C'è un confronto in atto, troveranno sicuramente la soluzione». L'ex ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina si schiera al fianco di Conte. La mediazione è complicata. La condizione di Grillo è chiara: via subito la norma che affida a Conte il controllo su tutte le dichiarazioni. Si potrebbe azzardare: chi di censura ferisce, di censura perisce. Il Movimento iniziò la sua cavalcata con il divieto di Grillo di andare in tv. Conte pare non voglia mollare. E così da ieri rimbalza nelle chat dei pentastellati l'ipotesi di un divorzio con la nascita di un nuovo soggetto politico contiano. La presentazione dello Statuto slitta. Tutto è in stand-by. A risolvere le cose potrebbe contribuire un faccia a faccia tra i due, visto che l'arrivo di Grillo a Roma continua ad essere considerato imminente. Non si esclude anche un incontro con i parlamentari. Chi è vicino al fondatore del Movimento continua a descriverlo amareggiato e deluso. Sulla rifondazione targata Conte, inoltre, si addensano le nubi dei ricorsi legali. Secondo quanto ha riferito ieri l'Adnkronos, molti iscritti pentastellati, delusi per il divorzio tra il Movimento e Davide Casaleggio, sarebbero pronti alle carte bollate per chiedere che la votazione sul neo-statuto del M5s si celebri sulla piattaforma Rousseau e non sul nuovo portale telematico. Altro nervo scoperto è il mancato voto per l'elezione dei membri del Comitato direttivo, l'organo collegiale voluto dagli iscritti agli Stati generali di novembre ma poi rimasto vacante. Mentre ieri sera il presidente della Camera Roberto Fico ha incontrato la fronda di dissidenti al Senato. A spegnere gli ultimi bollori rivoluzionari del M5s piomba un sondaggio Swg: il 74% dei militanti grillini è favorevole alla permanenza dei 5 Stelle nel governo Draghi. La svolta poltronista è completata.

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