Duello sul reddito grillino: stop di centrodestra e Renzi. Letta va in soccorso di Conte

Il centrodestra prepara l'assalto finale contro il reddito di cittadinanza e incassa l'appoggio di Matteo Renzi. I partiti testano le future alleanze politiche con la battaglia sulla misura grillina. Enrico Letta abbraccia i Cinque stelle

Il segretario del Pd Enrico Letta
Il segretario del Pd Enrico Letta

Il centrodestra prepara l'assalto finale contro il reddito di cittadinanza e incassa l'appoggio di Matteo Renzi. I partiti testano le future alleanze politiche con la battaglia sulla misura grillina. Enrico Letta abbraccia i Cinque stelle. Sul versante opposto, Italia Viva sposa la linea del centrodestra. La maggioranza parlamentare, per spazzare via il reddito grillino, è già nata. Lo scontro però finisce tra i dossier caldi in mano a Draghi.

Dal meeting di Rimini, il leader della Lega Matteo Salvini aveva evidenziato la posizione comune tra centrodestra e renziani per modificare il provvedimento. Pd e Cinque stelle alzano il muro. «L'Italia sul reddito di cittadinanza non può più tornare indietro. L'iniziativa del centrodestra, spalleggiata da Italia viva, non potrà avere successo» - mette in guardia l'ex premier Conte in un'intervista al Corriere della Sera. Ma promette: «Dico sì a un tavolo che monitori la sua efficacia, rafforzi i controlli per evitare abusi e favorisca il dispiegamento di tutti i vantaggi per gli imprenditori collegati alle assunzioni».

Sulla linea contiana si fionda il leader del Pd Letta: «Sul reddito di cittadinanza Draghi ha detto delle cose importanti. Il presidente del Consiglio ha aperto una discussione che consenta di migliorare e di prendere il buono che c'è stato, però superando quei limiti che si sono riscontrati. Credo che questo sia il metodo migliore e noi siamo su questo metodo». La maggioranza pro reddito si colora di rosso con Stefano Fassina: «È sempre più insopportabile la strumentalità e l'ignoranza di quanti aggrediscono il reddito di cittadinanza. Ignorano le caratteristiche dei beneficiari, i loro livelli di istruzione e di formazione, le loro condizioni sociali e di salute e propongono irrealistici incentivi alle imprese per le assunzioni. Continuano a mettere in evidenza gli scarsi risultati del RdC nell'inserimento al lavoro in riferimento a una fase segnata da un crollo del Pil di 9 punti percentuali e dalla perdita di quasi un milione di occupati. Rimuovono, invece, l'efficacia del RdC nel contenimento della povertà».

Centrodestra e Iv affilano le armi. Da Fdi il capogruppo Francesco Lollobrigida è netto: «Sbagliato e fallimentare, distorce il mercato del lavoro e mette in ginocchio la nostra economia e finisce troppo spesso nelle tasche di chi non ne ha diritto». «Per superare il Reddito di Cittadinanza, torneremo al Rei. Quello che sta emergendo, insomma, è che dopo cinque anni si torna alle nostre leggi. Abbiamo solo buttato via un po' di tempo e denaro, ma grazie al governo Draghi ci rimettiamo in carreggiata», annuncia Matteo Renzi, leader di Iv, nella enews. Al leader dei 5 stelle Giuseppe Conte risponde il capogruppo di Fi Anna Maria Bernini: «L'ex premier Conte sta dicendo tutto e il suo contrario: prima ha bocciato, definendoli fallimentari, i decreti sicurezza varati dal suo primo governo, poi ha avvertito che il reddito di cittadinanza non si tocca, dicendosi però disponibile a un tavolo che monitori la sua efficacia. Quindi, non si tocca ma si può cambiare. In realtà il monitoraggio sul sussidio-bandiera dei 5 Stelle c'è già stato, ed è negativo sia sul fronte del sostegno alla povertà, che ha lasciato fuori le famiglie numerose, sia soprattutto sulle politiche attive, perché si è disincentivato il lavoro e alimentato invece il lavoro nero. Più che da monitorare, dunque, il reddito di cittadinanza è tutto da rifare». I 5 stelle insorgono e provano con le unghie e i denti a difendere la misura. La palla passa a Draghi.

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