E le aziende si schierano con i rifugiati

Intesa stanzia 10 milioni. In campo tra gli altri Pirelli, Cnh e Amplifon

E le aziende si schierano con i rifugiati

Aumentano i grandi gruppi italiani, quotati in Piazza Affari e non, iscritti alla maratona della solidarietà per i profughi dell'Ucraina. Ieri è stata la volta di Intesa Sanpaolo, la principale banca del nostro Paese, staccare un assegno da 10 milioni di euro. Ma solo negli ultimi giorni sono state numerose le realtà industriali che hanno risposto all'appello delle associazioni umanitarie, stanziando in varie forme aiuti per i rifugiati costretti a lasciare case ormai divenute bersaglio delle bombe russe: da Amplifon (1 milione di euro) a Cnh Industrial (500mila dollari), da Pirelli (500mila euro) al gruppo farmaceutico Angelini (ha donato 100mila confezioni di farmaci) fino alla realtà della grande distribuzione VéGé (500mila euro). Questi stessi gruppi, inoltre, hanno sovente avviato iniziative di raccolta fondi al proprio interno o aperto conti correnti dedicati per le donazioni o ancora deciso una colletta alimentare.

Quanto a Intesa, la donazione appunto del valore di 10 milioni di euro, avverrà con il supporto all'operato di organismi locali e internazionali da individuare a stretto giro. «Da sempre Intesa Sanpaolo trova le sue radici nelle comunità, nelle persone dei territori in cui opera. Come grande gruppo bancario europeo e come unica banca italiana presente in Ucraina, intendiamo dare un segno concreto di vicinanza alle popolazioni ucraine colpite dalla grave emergenza umanitaria», ha detto l'ad Carlo Messina. L'iniziativa - ha aggiunto - si affianca a quelle a sostegno degli addetti di Pravex, la controllata di Intesa a Kiev: «Siamo vicini a loro e alle loro famiglie e li ringraziamo ancora una volta», ha proseguito Messina.

Pari a 10 milioni di euro è anche l'impegno della francese Crédit Agricole, Il gruppo «esprime in modo concreto un segnale di vicinanza a tutto il popolo ucraino», sottolinea il responsabile del Crédit Agricole in Italia Giampiero Maioli, che ha comperato il Credito Valtellinese. All'estero hanno poi rotto gli indugi realtà come Rakuten, Boeing, Lidl ed E.On.

Sempre ieri Coldiretti ha annunciato che sono quattro le tonnellate di cibo Made in Italy, raccolte dagli agricoltori della Penisola, in viaggio per l'Ucraina: a partire da olio, pasta e carne.

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