E fuori dal vertice scatta la protesta antagonista

NapoliSe la manifestazione anti Bce organizzata dagli antagonisti doveva servire a valutare la consistenza del «movimento» e i «muscoli» dei militanti, il risultato del test è negativo per chi sperava di fare le prove generali di un «autunno caldo». Erano in 2mila–2.500 al massimo a manifestare sotto un cielo plumbeo, contro i 18 grandi dell'economia riuniti nella Reggia di Capodimonte, ma gli organizzatori pensavano di portarne in piazza molti di più: almeno 15–20mila. E per fortuna che al loro fianco c'erano i disperati di Napoli che hanno infoltito le schiere: disoccupati, senzatetto, qualche cassintegrato Fiat.

Capodimonte è blindata: due muraglie formate da polizia (armata di telecamere da azionare in caso di tumulti) e carabinieri, presidiano le strade di accesso ai due ingressi del bosco dove è situata la Reggia. Ed è qui che alle 12,15 (come si temeva) scoppiano i tafferugli, dopo una mattinata di tensioni e provocazioni. Un antagonista storico del «movimento» poggia la scala contro il muro di cinta di Capodimonte per cercare di raggiungere le sale del vertice. Di fronte al cordone di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa si forma un nutrito gruppo di manifestanti, armati di bastoni: indossano i caschi, maschere di Pulcinella e foulard neri a coprire quasi completamente il viso. Contro gli agenti vengono lanciati sassi e petardi. Le divise reagiscono aprendo i rubinetti degli idranti e sparando lacrimogeni. Lo scalatore viene bloccato (e poi denunciato in stato di libertà). È fuggi-fuggi: la rivoluzione svanisce con qualche centinaio di litri di acqua e una decina di lacrimogeni.

Durante i quattro chilometri percorsi lungo viale Colli Aminei, i manifestanti hanno urlato non solo slogan contro la Bce ma anche altri che hanno riportato alla mente i tragici anni di piombo: «Pagherete caro, pagherete tutto». E, poi, il coro da stadio «Davide vive», dedicato a Bifolco, il 17enne fuggito all'alt dei carabinieri mentre si trovava in compagnia di un latitante e un pregiudicato, ucciso da un colpo di pistola esploso da un appuntato. Durante la marcia sono stati fatti esplodere dei petardi e fumogeni. Il corteo è sfilato in un clima surreale: tutti i commercianti (alcune centinaia), temendo per i loro negozi hanno tenuto le serrande abbassate. Mesti i commenti: «Con la crisi che c'è, dobbiamo perdere anche mezza giornata di lavoro». Blindate le quattro banche lungo il percorso. Terminate le tensioni, la vita è ripresa.

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