La Meloni sfiducia Speranza per pungere la Lega

Così Fdi mette in difficoltà Matteo. Che spiega: "Difficile governare con lui ma è necessario"

E la Meloni sfiducia il ministro per pungere la Lega

Alla fine, è il regolamento di conti tra le due aspiranti primedonne del centrodestra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, a mettere per il momento al sicuro la poltrona di Roberto Speranza.

Al termine del dibattito seguito all'informativa parlamentare del ministro della Sanità sul piano vaccinale, Fratelli d'Italia fa sapere che depositerà una mozione di sfiducia individuale contro di lui: «Vediamo chi si assumerà la responsabilità di tenerlo ancora al suo posto», dice Giorgia Meloni. La quale però sa bene due cose: per presentare la mozione servono le firme di un decimo dei parlamentari (630), che Fdi non ha. E le mozioni di sfiducia hanno in genere l'effetto di compattare la maggioranza, rinsaldando il ministro di turno al suo posto.

L'obiettivo della leader di Fdi non è però quello di far dimettere Speranza, ma quello di mettere in difficoltà dall'opposizione la Lega che sta al governo, per contenderle spazi di consenso elettorale. Obiettivo facilmente raggiunto: Salvini, che sostiene il governo Draghi, deve avviare la marcia indietro rispetto agli attacchi contro il titolare del dicastero: «Non è semplice governare con Pd e Speranza, ma è necessario - spiega - Essere al governo permette di decidere anche come spendere i soldi che riceveremo dall'Europa. Ripeto: stare con Speranza e con il Pd non è la cosa più semplice del mondo, ma era giusto fare così». Certo, le critiche al ministro rimangono: «Stando alla scienza, e non è la scienza decisa da Speranza, dovremmo tornare a vivere. E invece Speranza continua a dire riapriamo fra un mese e ignora i sacrifici degli italiani». Il Pd dà addosso alla Lega: «Che sta a fare al governo se continua ad attaccare il ministro?», dice Michele Bordo. Ma Salvini si prepara a mettere il proprio cappello sulle prossime riaperture, rivendicandole a proprio merito, e non può certo permettersi di votare una mozione di sfiducia (ove mai fosse presentata). «La leggeremo - dicono dal Carroccio - e sicuramente sosterremo la proposta di commissione d'inchiesta sul piano pandemico». E Forza Italia si dissocia dall'iniziativa meloniana: «Non siamo favorevoli a sfiducie, il ministro si sta impegnando - dice Antonio Tajani - poi, a fine pandemia, valuteremo le responsabilità».