Salim El Koudri, il 31enne marocchino alla guida della sua Citroen C3, ha travolto, ferendoli gravemente, diversi passanti a Modena. Ma perché ha scelto come legale di fiducia proprio Fausto Giannelli, coordinatore provinciale dei Giuristi Democratici di Modena, se fin dall'inizio si è tentato di derubricare il tragico episodio a gesto compiuto per "semplice" disagio mentale? La giudice ha sottolineato che "al momento non ci sono elementi per ritenere che il gesto compiuto sabato pomeriggio sia una conseguenza della patologia" che era stata in passato diagnosticata a El Koudri. Giannelli, infatti, non è certo un avvocato esperto in casi di patologie psichiatriche, anzi. Si è però recentemente distinto per aver difeso Abu Rawwa, accusato di concorso esterno in associazione con finalità di terrorismo e Riyad Albustanji (detto "lo sceicco"), ancora in carcere a Rossano Calabro in regime di alta sicurezza con l'accusa di terrorismo in quanto punto di collegamento tra l'associazione di Mohammad Hannoun (considerato il capo della cellula di Hamas in Italia) e le Brigate Al Qassam, il braccio armato dei terroristi.
Ma, da ben prima di questa indagine, Giannelli orbitava attorno al mondo di Hannoun. La sua vicinanza sia alla sinistra sia al mondo dei pro Pal, però, va ben oltre le aule di tribunale, e spesso finisce in quelle del Parlamento italiano: diversi, infatti, i convegni tenuti con esponenti del Movimento 5 Stelle (una su tutti la grillina Stefania Ascari, vista al fianco proprio di Abu Rawwa dopo la sua scarcerazione), del Pd, di Avs o di Francesca Albanese. Come è giunto a El Koudri proprio il nome di questo legale, impegnato anche ad appoggiare (come si legge sul sito di "giuristi e avvocati per la Palestina") la denuncia contro la premier alla Corte Penale internazionale?
Intanto il mondo dei suoi sostenitori, che va dai comitati locali palestinesi fino alle realtà di boicottaggio di prodotti israeliani si è mobilitata tramite un comunicato di solidarietà nei confronti di Giannelli: "La stampa di destra e i suoi megafoni digitali si sono scatenati in un linciaggio rapido e feroce. Additare all'odio collettivo un avvocato che fa il suo mestiere è un atto grave e si sta costruendo un obiettivo da colpire. Qualcuno potrebbe raccogliere questo invito, noi non lo permetteremo in silenzio".
È stato solo posto un dubbio: perché un legale impegnato in casi di terrorismo si trovi a difendere un ragazzo che, secondo la difesa, avrebbe "solo" un disturbo mentale che non ha nulla a che vedere con l'estremismo islamico?