Renzi si compra anche le tute blu: via agli aumenti ai metalmeccanici

L'intesa prevede 92 euro in più ma in busta ne finiscono 51,7

Renzi si compra anche le tute blu: via agli aumenti ai metalmeccanici

Roma - «Sono molto contento per il contratto dei metalmeccanici, è un bel passo in avanti». Ha di che essere soddisfatto il premier Matteo Renzi. Sotto il suo governo la categoria più riottosa ha trovato l'intesa per il rinnovo di un contratto nazionale considerato innovativo sia dai sindacati, sia dagli industriali. Realizzato anche grazie agli sconti fiscali previsti dalla scorsa legge di Stabilità e anche da quella all'esame del Parlamento.

Il contratto 2016-2019 siglato ieri è il primo unitario dopo due rinnovi senza la firma della Fiom-Cgil. La novità è che su 92 euro medi di aumenti, in busta paga finiranno 51,7 euro. A questi si aggiungono 13,6 euro di salario non tassati e 7,7 in formazione. Federmeccanica ha ceduto sull'inflazione, concedendo il recupero del 100%, anche se ex post. Ma i sindacati hanno accetto il principio caro presidente di Federmeccanica Fabio Storchi, di un rinnovo dell'impostazione del contratto. Una parte dell'aumento arriverà in servizi, welfare e formazione professionale. Prestazioni a favore dei lavoratori, ad esempio tramite un fondo sanitario, totalmente detassabile e quindi fuori dal costo del lavoro. «Il contratto segna una svolta e può essere considerato un benchmark di riferimento per tutta l'industria del Paese», ha commentato lo stesso Storchi.

Per il 2017 l'intesa prevede il pagamento di una tantum di 80 euro cui si aggiungeranno 100 euro di benefit detassati (dal buono benzina alle spese scolastiche al buono pasto), 156 euro di risparmio in termini di polizza sanitaria estesa a tutti i familiari (unioni civili comprese); 91 euro di previdenza integrativa che sarà pagata dalle aziende; 100 euro di formazione nel caso le imprese non vi provvedessero.

Per i sindacati è una vittoria anche perché il nuovo modello di contratto non è totalmente decentrato verso le aziende o il territorio. «Con questo rinnovo abbiamo ribadito la validità del contratto collettivo nazionale che resta elemento portante a difesa dei lavoratori», ha commentato il leader Uilm Rocco Palombella.

Oltre all'inflazione, i sindacati incassano «il riconoscimento degli scatti di anzianità ma anche con importanti innovazioni sul piano delle relazioni industriali, del welfare contrattuale e della partecipazione dei lavoratori agli obiettivi di produttività e di qualità delle aziende», ha sottolineato il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan.

«Ora tocca subito al pubblico impiego», ha auspicato il segretario della Uil Carmelo Barbagallo. «Così il 2016 potrà davvero essere ricordato come l'anno dei contratti». Per gli statali la legge di stabilità ha stanziato 1,4 miliardi di euro. La trattativa si è inceppata sugli aumenti che per il governo sono in media di 85 euro, mentre i sindacati considerano quella cifra il minimo.

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