Lo Spid fatto alle Poste diventa a pagamento: 12 euro

L'identità digitale resta gratuita solo se fatta sul web. Così la società si adegua alla concorrenza

E lo Spid fatto alle Poste diventa a pagamento: 12 euro

Le Poste si adeguano al mercato e dal 1 novembre fanno pagare 12 euro per emettere lo Spid (l'identità digitale), che finora era assegnato gratuitamente, mentre i concorrenti già chiedevano il pagamento. Poste Italiane è il più grande emittente di Spid: dei circa 26 milioni di identità digitali attribuite nel nostro Paese, circa 20 sono passate attraverso le Poste. Di questi, tra l'altro, ben 15 milioni sono stati attivati durante la pandemia. Il servizio ora non è più gratuito, almeno per la procedura che prevede il riconoscimento fisico della persona, finora quella in assoluto più usata. Resta gratuito il riconoscimento da remoto, via webcam, che però presuppone una confidenza con i mezzi digitali che non tutti possiedono. Per questo la notizia preoccupa le associazioni dei consumatori: perché il nuovo costo colpisce soprattutto le persone più anziane e meno aggiornate.

Il costo che le Poste si sono sobbarcate negli ultimi quattro anni è sia organizzativo che economico: quanti impiegati allo sportello, e per quante ore, sono stati impegnati per completare le procedure? Inoltre la gestione di milioni e milioni di dati ha comportato la necessità di accedere a piattaforme adeguate, con i necessari criteri di sicurezza. Solo le Poste erano rimaste al sistema gratuito, che hanno mantenuto fino ad ora anche se il passaggio al pagamento era previsto già dal giugno del 2020. Ma quanto valgono, in termini economici, i 20 milioni di identità digitali attribuite gratuitamente? Calcolando i 12 euro della tariffa attuale, fanno 240 milioni (di mancato incasso). La gratuità postale aveva favorito la scelta di questa strada: si calcola che oltre l'80% degli Spid in circolazione sia stato emesso da uno sportello postale. Il numero potenziale è ancora alto, perché lo Spid riguarda o può riguardare tutti i cittadini maggiorenni.

A che cosa serve lo Spid ormai quasi tutti gli italiani lo sanno: è un codice richiesto ogni volta che va riconosciuta la persona, abbinando il soggetto a un'identità digitale, con più livelli di sicurezza. Una specie di codice fiscale elettronico, ma con protezione superiore perché non ricostruibile. È necessario per un ventaglio vastissimo di operazioni, dalla registrazione di un contratto alla sostituzione del medico di base, dal cashback all'accesso all'Agenzia delle entrate, dall'ingresso nel portale governativo Io a tutti i servizi della Pubblica amministrazione.

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