Pugno duro contro picchiatori rossi e baby gang. Maggiori tutele per le forze dell'ordine. Il governo Meloni vara il pacchetto sicurezza. Due provvedimenti, un decreto legge e disegno di legge, per dare una sterzata decisiva sul fronte sicurezza. Le due misure cardine dell'intervento dell'esecutivo sono il fermo di 12 ore (con possibilità del pubblico ministero di revocarlo) per soggetti ritenuti pericolosi in caso di manifestazioni pubbliche e una maggiore tutela per forze dell'ordine e chi agisce per legittima difesa. Rientra nel maxi pacchetto la stretta contro i coltelli. Due provvedimenti legislativi, arrivati - come spiega il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi - dopo un'ampia interlocuzione con il Quirinale.
In conferenza stampa Piantedosi sottolinea il lavoro messo in campo nelle ultime settimane in raccordo con il Colle: "Il Governo ha approvato, dopo una proficua discussione, due provvedimenti dei tre che si ripromette di approvare al termine di questo percorso di approfondimento sui versanti della sicurezza e dell'immigrazione". E ribadisce un punto, che allontana anche le critiche della sinistra: "Il fermo di prevenzione non è una misura liberticida, in molti ordinamenti è presente, e c'è il rapporto con l'autorità giudiziaria, a cui viene comunicato che la persona è accompagnata in un ufficio di polizia e trattenuta fino a due ore. Se poi dovesse ravvisare che non ci sono le condizioni può disporre la liberazione: è stato sempre così nella nostra formulazione, conosciamo i limiti fissati dalla costituzione sulla limitazione della libertà personale".
Il titolare del Viminale rivendica i risultati positivi con l'istituzione delle zone rosse: "Molto apprezzate dai sindaci". Annuncia per la prossima settimana un terzo provvedimento sull'immigrazione, tra cui il blocco navale. Al fianco di Piantedosi in conferenza stampa c'è il ministro della Giustizia Carlo Nordio cui spetta il compito di illustrare il senso del pacchetto sicurezza: "Con l'attività di prevenzione e di repressione cerchiamo di evitare che quei tristi momenti si ripetano. Cinquanta anni fa quando sono entrato in magistratura una mia prima inchiesta fu sulla colonna veneta delle Br, nata per una insufficiente attenzione da parte dello Stato verso certe forme di aggressività odiosa in un primo momento trascurata anche da parte della cosiddetta società civile. Tutti noi ricordiamo le espressioni compagni che sbagliano, sedicenti Br finché Rossana Rossanda ha detto c'è l'album di famiglia in quelle Br". Il Guardasigilli precisa che non ci sarà alcuna immunità per le forze dell'ordine ma solo più tutela per gli agenti. Senza nascondere la delusione per la scarcerazione di uno degli aggressori del poliziotto alla manifestazione di Torino: "La magistratura ha applicato le legge, e se le leggi consentono che una persona che ha preso a martellate un poliziotto il giorno venga messa agli arresti domiciliari, vuol dire che sono inadeguate, proprio perché secondo me la magistratura ha applicato la legge. Se la magistratura ha applicato una legge che consente a un delinquente di uscire dalla galera e tornare a casa dopo aver preso a martellate un poliziotto, vuol dire che la legge è carente, ed è per quello che stiamo intervenendo" ammette il ministro. Il vicepremier Tajani parla di "misure a contrasto della criminalità diffusa, a cominciare dalle baby gang, disincentivando tra i giovani l'uso di coltelli e armi da taglio. Sempre nel rispetto della Costituzione".
E il collega Tommaso Foti sottolinea - "la linea chiara del governo contro la violenza". Dalla maggioranza esulta il vicepremier Matteo Salvini: "Dalle parole ai fatti: ok dal Consiglio dei Ministri ai nuovi provvedimenti in materia di sicurezza. Chi sbaglia paga, chi lavora onestamente va protetto. A qualcuno lasciamo le chiacchiere: noi preferiamo agire".
"Risposta decisa e tempestiva dello Stato a quanto accaduto nelle ultime settimane, dall'accoltellamento di alcuni
studenti alle devastazioni di Torino. Un riconoscimento doveroso alle donne e agli uomini in divisa per il lavoro straordinario che svolgono ogni giorno, mettendo a rischio la propria incolumità" ricorda Mariastella Gelmini.