Ecco il documento dell'Inps che svela le bugie di Tridico

Nelle carte la conferma del flop nascosto: un milione ancora senza la cassa integrazione di marzo e aprile

Ecco il documento dell'Inps che svela le bugie di Tridico

Da venerdì Pasquale Tridico insiste ad assicurare che l'Inps, come lui aveva promesso, ha pagato tutti gli assegni di cassa integrazione rimasti in (lunga) attesa: ora c'è la prova che nasconde la verità, un documento interno dell'Inps. A contraddire Tridico c'erano già l'ordine dei consulenti del lavoro, alcune associazioni datoriali e rappresentanti dell'opposizione. Ma niente: il professore insisteva. Prima con una dichiarazione alla Stampa, ieri con una frase al Corriere della sera che contiene una sibillina precisazione: «Tutte le domande regolarmente ricevute sono state pagate». L'inghippo sta nel termine «regolarmente»: la complessa procedura di richiesta della Cig prevede diversi passaggi, uno dei quali è la presentazione di un modulo, l'Sr41, in cui l'azienda comunica gli Iban degli aventi diritto. Finché l'iter non è concluso, correggendo eventuali errori, si può dire che la domanda non sia «regolarmente presentata». Un gioco di parole da azzeccagarbugli per coprire la realtà di un'enorme massa di lavoratori che al 12 giugno non aveva ancora ricevuto dallo Stato l'aiuto che gli spetta per marzo e aprile.

Un documento interno dell'Inps dall'inequivocabile titolo «Aggiornamento cassa integrazione al 12 giugno 2020», racconta i veri numeri, che coincidono perfettamente con la stima fatta dall'ex sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon anticipata ieri dal Giornale: in 1.002.075 non hanno ricevuto nulla. Il calcolo emerge sottraendo dalla colonna dei «beneficiari Sr41 ricevuti», la colonna «beneficiari dei pagamenti» per tutte e tre le tipologie di assegni: cassa ordinaria (pagato l'87%), Fondo di solidarietà (80%), cassa in deroga (86%).

In media, dunque, è stato pagato l'85% scarso degli Sr41 ricevuti. Ma non è solo questione di errori. Un'altra sezione delle tabelle Inps chiarisce anche quante delle domande ricevute sono state «lavorate»: l'89%. Il che fa piazza pulita di ogni scusa o giustificazione di Tridico. È evidente che la scelta imprevidente di affidare le domande di Cig alla procedura ordinaria fatta con il decreto Cura Italia abbia sepolto gli uffici regionali del lavoro con una massa enorme di procedure e le successive correzioni di rotta, omettere il passaggio attraverso le Regioni e accordarsi con le banche per anticipare il denaro, non sono bastati.

«Il guaio è che non è finita -avvisa Durigon- perché dalle Regioni continuano ad arrivare in media 500-1.000 domande al giorno. E quando arriverà il nuovo decreto che corregge il Dl Rilancio e consente di rifare la domanda per altre 4 settimane, sarà un nuovo caos per gli uffici già oberati dell'Inps. E questo perché hanno voluto ignorare l'emendamento della Lega che trasforma l'assegnazione delle risorse da settimane di Cig per azienda a settimane per lavoratore: così le stesse risorse si usano in modo più flessibile».

Oltre a Durigon, anche Maurizio Gasparri conferma l'autenticità del documento. «Il presidente grillino dell'Inps è un bugiardo che ha ingannato gli italiani e che si deve dimettere. -attacca il senatore azzurro- Aveva detto che entro venerdì tutti gli aventi diritto alla cassa integrazione sarebbero stati pagati. Ha mentito».

Anche da Italia viva arriva una richiesta di dimissioni. La deputata Maria Chiara Gadda si rivolge al ministro Catalfo: «Se è vero che ci sono un miline di persone in attesa della Cig, Tridico va rimosso». E la partita non è conclusa: se non si cambia, i ritardi si ripeteranno.

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