Ecco le grandi opere previste da Pnrr che non si fermeranno

Autostrade, Alta Velocità e i cantieri per Milano-Cortina. Partita da 96 miliardi

Ecco le grandi opere previste da Pnrr che non si fermeranno

Sono rimaste bloccate per anni, e sono diventate il simbolo di quei «cantieri infiniti» che ora il Piano nazionale di ripresa e resilienza vuole archiviare. Le opere pubbliche non si fermeranno più a causa dei contenziosi tra le imprese e lo Stato che appalta i lavori. Il decreto Recovery appena approvato alla Camera prevede che in caso di ricorso al Tar, i cantieri del Pnrr proseguano senza interruzioni. La norma stabilisce che in caso di impugnazione degli atti relativi alle procedure di affidamento, si applichino le disposizioni del codice del processo amministrativo concernenti le controversie relative alle infrastrutture strategiche. «È la garanzia - ha ribadito il ministro della Pa, Renato Brunetta - che l'Italia procederà in velocità, senza pregiudicare le legittime tutele per le imprese».

Tra fallimenti, contenziosi sulle gare di appalto, sono rimasti bloccati per anni diversi cantieri come quelli sull'Autostrada Tirrenica, che da decenni deve collegare Genova con Roma, o come la A33 Asti-Cuneo, ferma da 30 anni per 9,5 chilometri mancanti. Ora potranno essere sbloccati. Il modello Genova con la ricostruzione lampo del nuovo ponte dopo la tragedia del Morandi sarà replicato con commissari per le opere da sbloccare e nuove da far partire con iter autorizzativi semplificati.

È stato un secondo provvedimento del ministero delle infrastrutture a portare da 57 a 101 le opere pubbliche da commissariare, e da 29 a 42 commissari individuati, con ulteriori 13,2 miliardi di euro oltre agli 83 iniziali che erano stati previsti. Un conto da 96 miliardi necessario per riaccendere i motori dei cantieri fermi e per aprirne di nuovi. Si tratta di 28,7 miliardi destinati per opere al Nord (30%), 27,2 miliardi al Centro (28%) e 40 miliardi al Sud (42%).

Una lista ristretta di opere avrà una corsia ultra veloce con l'approvazione dei progetti in procedura straordinaria. Si tratta, per le ferrovie, dell'Alta velocità Salerno-Reggio Calabria (10 miliardi), della linea Palermo-Messina-Catania (circa 8 miliardi), dell'Alta velocità Battipaglia-Taranto (2 miliardi), del potenziamento della Verona-Brennero (9,2 miliardi, di cui 4,1 miliardi per il tunnel di base). Rientrano anche l'ampliamento del porto di Trieste (per un costo di 2,5 miliardi), i lavori sull'acquedotto del Peschiera di Roma (per 2 miliardi), la nuova diga foranea di Genova (1 miliardo) e la diga di Campolattaro a Benevento (480 milioni). Tra le opere stradali ci sono la SS Ionica 106, la E 78 Grosseto-Fano, la SS 4 Salaria e la SS 20 del Colle di Tenda, la SS 16 Adriatica e la SS 89 Garganica.

Negli elenchi delle opere da commissariare i luoghi interessati dai Giochi Olimpici 2026 di Milano-Cortina, con l'adeguamento del tracciato per il tunnel ferroviario transfrontaliero del nuovo collegamento Torino-Lione, e interventi per i collegamenti con porti e aeroporti e l'elettrificazione di linee ferroviarie al Sud. Ci sono poi l'ampliamento della metropolitana di Catania, con il prolungamento fino all'aeroporto di Fontanarossa, e il potenziamento di linee tranviarie a Roma.

Per sostenere questa mole di lavori l'Ance, che rappresenta le imprese delle costruzioni, ha chiesto al governo la possibilità di suddividere in lotti alcune opere, non per tutte è possibile, per consentire all'intero il

tessuto produttivo italiano - composto soprattutto da piccole e medie aziende - di partecipare. L'associazione ha segnalato anche la difficoltà di reperire manodopera e forza lavoro per affrontare l'entità degli appalti.

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