Si chiama Pegah Tashakkori (foto). Ha 33 anni. Ha studiato in Italia giurisprudenza. È andata via dall'Iran quando aveva 26 anni. Ma la sua gioventù l'ha vissuta lì a Teheran. La sua famiglia è rimasta in Iran. Non sente sua madre da quando sono iniziati i bombardamenti. È preoccupata. Triste. Arrabbiata. Soprattutto con il feroce regime degli Ayatollah, ma anche con quel pezzo d'Italia che se ne è sempre fregato delle donne iraniane. Specie con le femministe. Che in questi giorni sembra non esistano.
Pegah, che paese è il tuo Iran?
"È un paese dove non esistono diritti umani. Per nessuno. Ma soprattutto non esiste neppure uno straccio di diritto per le donne. Una donna vale mezzo uomo".
Che vuol dire?
"È quello che stabilisce la legge islamica. È dichiaratamente un essere inferiore. E non le spetta nessuna delle libertà che conoscete voi in occidente".
Nessuna?
"Assolutamente nessuna".
Ma non c'è la possibilità di cambiare le cose? Non è possibile introdurre delle riforme?
"No. Noi popolo iraniano non abbiamo il potere di cambiare le leggi. Questo potere appartiene solo al regime. Voi non potete capire cosa è un regime. Siete troppo abituati alle libertà. Per noi la parola libertà è una parola proibita".
Però esistono in Iran dei movimenti di lotta che si oppongono al regime.
"Sì esistono. E si fondano solo su un coraggio sfrontato e magnifico da parte degli attivisti. Se sei un attivista rischi grosso".
In che senso rischi grosso?
"Finisci in prigione. Ti catturano e sparisci. Oggi è questo il destino degli attivisti".
Tu hai delle amiche che stanno in prigione?
"Diverse. Molte dopo le manifestazioni dell'8 e 9 gennaio".
Fammi un esempio
"C'è una mia amica che non so che fine abbia fatto da tanto tempo. Eravamo molto legate. Abbiamo studiato scienze politiche insieme. Quando ero in Iran abbiamo fatto una manifestazione contro il regime davanti all'Università. Una a fianco dell'altra. Protestavamo. Il giorno dopo a me è arrivato un avviso dell'università che mi avvertiva che se non mi astenevo dal partecipare alle manifestazioni non mi avrebbero rilasciato il certificato di laurea. A lei è andata peggio: sparita".
Cosa fanno alle donne quando le arrestano?
"Abbiamo tante testimonianze di donne violentate e frustate. Moltissime dopo le manifestazioni dell'8 e del 9 gennaio. Ci sono delle amiche di mia madre alle quali hanno arrestato le figlie. Non sanno neanche in quale prigione le abbiano messe. Non possono dare loro un avvocato".
Stuprano le ragazze?
"Sì, le stuprano, a volte le torturano. Se una ragazza è vergine prima la stuprano e poi la frustano. Sai perché?".
No.
"Perché la legge islamica proibisce di picchiare una donna vergine. Allora prima di frustarle abusano di loro, in modo che non siano più vergini. Poi si scatenano. Qualcuna la impiccano".
Tu hai avuto a che fare con la polizia morale?
"Sì, una volta mi stavano per prendere, ma sono riuscita a scappare. Arrivano all'improvviso, con dei grandi Suv, e se non sei vestita nel modo giusto ti portano via. Persino se guidi la macchina senza sciarpa ti segnalano e se ti va bene arriva la multa a casa".
Se ti va male?
"78 frustate. Quella è la pena. Sono tantissime 78 frustate. Voi non potete nemmeno immaginare il dolore e l'umiliazione. L'unica via di salvezza che hai, se possiedi un po' di soldi, è pagarli. Talvolta accettano e ti mandano via".
È la norma dei Pasdaran?
"Sì, la loro arma sulle donne è quella: picchiare e umiliare".
Che impressione hai avuto qui in Italia sull'atteggiamento delle femministe, o anche di una leader politica come Schlein?
"Sono molto delusa. Nessuna solidarietà. Eppure io sono andata tante volte in questi anni alle loro manifestazioni. Io condivido le lotte del movimento Lgbtq. Mi sono battuta per i diritti delle donne italiane. E loro ora dove sono? Possibile che non vedano? Che non capiscano cos'è il patriarcato in Iran? Possibile che non gliene freghi niente?".
Non ci sono per voi?
"No, scomparse. Per me questo loro silenzio è molto doloroso".
Meglio la destra?
"Sì, decisamente meglio la destra, che ha mostrato solidarietà con il nostro popolo. Fratelli d'Italia e Forza Italia erano presenti davanti all'ambasciata iraniana, hanno protestato al nostro fianco. La sinistra non l'ho vista. Non ho visto i 5 Stelle, non ho visto il Pd. Non era la sinistra il luogo dove cresceva il femminismo italiano? E che femminismo è un femminismo che si tappa gli occhi di fronte ai soprusi sulle donne iraniane? Non riesco a rispondere a queste domande".
Eppure Shlein è dichiaratamente femminista.
"Ipocrisia che non posso capire".