Gli Emirati Arabi non sono più un'oasi felice. Dubai, contagi triplicati e i turisti scappano

Record di infezioni, si chiude tutto. Sospesi i voli da Regno Unito e Israele. Ma a settembre c'è Expo e parte la corsa per vaccinare tutti

Beirut. Ballerini, maghi, clown, band musicali, dj internazionali o qualsiasi altro artista non si vedranno per un po' di tempo a Dubai, una delle capitali del divertimento mondiale. Le folli notti nell'emirato sono sospese, almeno per un po'. La città-stato era rimasta un'isola felice e imperturbata durante la pandemia. Unico luogo dove ancora si poteva far finta che il coronavirus non avesse stravolto le nostre esistenze. Un'oasi nel deserto per i turisti in fuga dai lockdown di mezzo mondo, anche se, pure qui, nella città dalle mille luci sul Golfo, le mascherine erano obbligatorie in pubblico e all'aperto.

Ora però i casi sono alle stelle e il governo è dovuto intervenire. E chiudere tutto. Gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto un nuovo record di infezioni per il decimo giorno consecutivo, con 3.529 casi segnalati. Il Paese non rilascia dati sulle aree dove nel piccolo Stato del Golfo siano avvenuti i contagi, ma il sospetto è che Dubai sia tra le più colpite. Dall'inizio della pandemia l'emirato ha segnato oltre 267 mila contagi totali e 766 morti. Il governo cittadino ha annunciato l'interruzione immediata di tutti gli spettacoli dal vivo in hotel e ristoranti, e la sospensione degli interventi chirurgici non urgenti negli ospedali per far fronte all'enorme afflusso di pazienti Covid-19 nelle strutture sanitarie. Non è chiaro ancora se le restrizioni si estenderanno alle feste e ai matrimoni, che ora la città limita a 200 persone.

Nel 2020, proprio perché non aveva adottato misure severe, Dubai aveva visto anche incrementare la sua economia e il proprio giro di affari. I tassi di occupazione degli hotel sono aumentati di oltre il 70% a dicembre, avvicinandosi a quelli delle vacanze natalizie del 2019. L'aeroporto della città ha accolto oltre 70 mila viaggiatori solo per il week-end di Capodanno. Fino a qualche giorno fa il governo insisteva con forza sul fatto che le cose fossero sotto controllo. Ma poi ha rivelato di aver constatato più di 200 violazioni per «non conformità» alle linee guida Covid-19 e chiuso 20 attività nelle ultime settimane.

Nel frattempo il Regno Unito e Israele che avevano inviato i loro cittadini a Dubai durante le vacanze invernali hanno sospeso i collegamenti all'emirato. Dubai ha reagito e lanciato la seconda campagna di vaccinazione contro il coronavirus più veloce al mondo, dietro soltanto a Israele. Il Paese, usa il vaccino prodotto dalla società statale cinese Sinopharm e intende immunizzare tutti i cittadini maggiori di 16 anni. Ha approvato anche il vaccino Sputnik V russo per uso di emergenza. Anche se altri Stati nel mondo sono stati riluttanti a dare il benestare ai vaccini cinesi e russi. L'emirato utilizza anche il vaccino Pfizer-BioNTech, approvato dagli enti di controllo occidentali che ha un tasso di efficacia di circa il 95% ma è disponibile solo per i residenti sopra i 60 anni e per le persone con condizioni di salute croniche.

Tutto ciò mentre Dubai si sta preparando a ospitare il mega-evento l'Expo 2020 in ottobre. Ma lo Stato del Golfo nel frattempo si è prefissato l'obiettivo di vaccinare oltre il 50% dei suoi circa 9 milioni di abitanti, la maggioranza dei quali sono espatriati, entro la fine di marzo. Ma nonostante il duro provvedimento del governo per l'economia del Paese i ristoratori sono ottimisti.

Come Antonio Gonzales che gestisce due nightclub nella nuova area di Meydan a Dubai. «Penso che abbiano preso le decisioni giuste al momento giusto. Abbiamo il privilegio di operare a Dubai rispetto ad altre parti del mondo, ma non dovremmo darlo per scontato». «Si spera che con il vaccino ci sia la luce alla fine del tunnel. La corsa al vaccino è una corsa contro il virus» ha chiosato un altro ristoratore.

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