Emorragia di iscritti nel Pd: Pittella "atterra" da Calenda

Ancora una abbandono per il Pd, che mentre Enrico Letta continua a concentrarsi su Giorgia Meloni, perde sempre più pezzi: via anche il senatore Pittella

Emorragia di iscritti nel Pd: Pittella "atterra" da Calenda

Gianni Pittella, con un lungo post di addio, ha salutato il Partito democratico. Il senatore lucano, fratello dell'ex governatore della Basilicata, Marcello Pittella, attualmente consigliere regionale di minoranza. Il senatore, proprio nella giornata di ieri, ha annunciato la sua candidatura al Senato con Azione dopo che lo scorso 16 agosto non era stato inserito tra i candidati del Nazareno per concorrere in Basilicata alle prossime elezioni del 25 settembre. Uno smacco troppo grande per lui, che dopo una militanza decennale pensava di essersi guadagnato il diritto a una candidatura.

"Molte delle ragioni politiche e culturali che mi avevano indotto a scegliere di contribuire alla sua fondazione e poi a candidarmi alla segreteria del partito mi appaiono in questa fase storica più sbiadite e incerte", ha scritto Pittella con grande amarezza. Ma non c'è solo l'aspetto politico ad averlo condotto verso questa decisione, perché "negli ultimi tempi si sono aggiunte anche delusioni umane, quando per me, come chi mi conosce sa, il rapporto umano ha un valore prezioso". Lo sfogo di Gianni Pittella è molto lungo e carico di scoramento per com'è terminata la sua storia all'interno del partito che per tanti anni è stata la sua casa politica, per la quale dichiara di aver sempre avanzato proposte e idee per migliorarne la presenza sul territorio".

"Molti argomenti di considerazione politica li avevo avanzati in sede pubblica rivendicavo la necessità di accentuare il carattere riformista e riformatore del partito, compiendo scelte nette e moderne su temi strategici, sviluppo, indipendenza energetica, mercato del lavoro, giustizia e garanzie per i cittadini", scrive ancora il senatore. Eppure, davanti alle sue proposte per il partito, da parte del Pd non c'è stato interesse: "Ho avuto per risposta una certa ondivaga tiepidezza, per lo più per non collidere con le posizioni tradizionali della sinistra massimalista o dei 5Stelle. Il Terzo Polo di Calenda e Renzi mi pare un embrione di speranza. Con il Terzo Polo proveremo a dire cose sensate e serie, senza promettere di più di ciò che è realizzabile e di ciò che serve all'Italia, al Sud e alla Basilicata".

Lo strappo si è consumato nella giornata di ieri, sempre a mezzo social: "Due veti sono troppi. Ne bastava uno.

Grazie Carlo Calenda, Mara Carfagna e Matteo Richetti per l'opportunità di affermare insieme democrazia e giustizia, concedendomi di guidare la lista plurinominale al Senato in Basilicata". E poi, sottintendendo una precisa idea politica da parte del Pd, ha concluso: "Sarà una festa di popolo e di libertà! La rivincita dei territori contro i diktat romani".

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