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Epstein, Andrea e Mandelson. La foto a tre inguaia Starmer

Mostrata la prima immagine insieme in accappatoio. Nuova bufera sulla corona e sul governo laburista

Epstein, Andrea e Mandelson. La foto a tre inguaia Starmer
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Epstein, Andrea Mountbatten Windsor e Peter Mandelson, per la prima volta insieme. L'ex Principe e il politico immortalati in accappatoio, seduti intorno ad un tavolo da giardino accanto al finanziere pedofilo, morto in carcere in attesa del processo. È l'ultima fotografia emersa dalla serie infinita di file sul caso Epstein che in questi giorni vengono diffusi dal Dipartimento della Giustizia statunitense.

Non c'è nulla, in quest'immagine, che alluda ad un qualsivoglia tipo di reato o illecito, ma visti i precedenti dei tre protagonisti - uno non c'è più, gli altri due sono stati arrestati, rilasciati e rimangono sotto inchiesta - vederli insieme, sorridenti e rilassati, fa ancora una certa impressione. E conferma che sia il secondogenito di Elisabetta che l'ex ambasciatore britannico in Usa, avevano un profondo rapporto di amicizia con il miliardario e predatore sessuale. Non è indicato né quando la foto sia stata scatta, né dove, ma secondo i media inglesi i tre dovrebbero esser stati ripresi a Marina Vineyard, meta di tanti miliardari, tra il 1999 e il 2000, prima che Epstein venisse condannato a 13 mesi di carcere e il suo nome fosse iscritto nel registro dei predatori sessuali. La diffusione di una foto come questa mette sempre più in imbarazzo il premier Starmer, già molto sotto pressione per aver nominato ambasciatore Mandelson, pur essendo stato avvertito che riportare sulla scena politica un personaggio controverso come lui - l'uomo si era già dovuto dimettere due volte sotto il governo Blair - poteva essere una scelta rischiosa. "Sono io ad aver commesso l'errore, me ne assumo la responsabilità e di questo mi scuso" ha dichiarato Starmer in Parlamento respingendo le accuse dell'opposizione che ha accusato Downing Street di aver insabbiato la cosa. A questo punto però, neppure le scuse del primo ministro sembrano sufficienti a far tacere le denunce dei Conservatori e di certo non bastano a calmare i media. Dopo mesi di titoloni su fratello del re, l'obiettivo si è spostato su Mandelson e sui messaggi che il politico ha inviato ad Epstein. Lui ha sempre negato di aver commesso reati e si è sempre limitato a rammaricarsi per non aver capito che tipo era veramente Epstein. Perché, per anni, Mandelson lo ha considerato un ottimo amico, tanto intelligente da suggerire, nel 2002, all'allora Premier Tony Blair di incontrarlo, come ha raccontato ieri il Times. Non aveva creduto alle prime accuse di rapporti sessuali con minori con le quali nel 2006 la polizia della Florida aveva arrestato Epstein e gli aveva scritto "ti seguo da vicino e sono qui, quando hai bisogno". E nel 2009, proprio quando Epstein sta scontando 18 mesi per sfruttamento di minori e incitamento alla prostituzione, l'ex ambasciatore soggiorna nel suo appartamento di Manhattan, secondo quanto rivela un rapporto interno di JP Morgan Bank.

Sarà nello stesso periodo che Mandelson invierà all'amico messaggi di forte supporto, invitando il miliardario a "combattere per ottenere una scarcerazione anticipata". Ora, cacciato dal governo e dal partito, rimane sotto inchiesta e continua a pesare sul futuro del governo Starmer come una spada di Damocle.

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